Negli anni ho visto molti ragazzi impazzire perchè non volevano o non riuscivano a stare da soli. Come se la solitudine sia una malattia da evitare ad ogni costo.

Eppure proprio quando si è da soli, magari nella propria stanza o anche in un lungo viaggio, ci si confronta realmente con se stessi e con quelle parti che spesso ci fanno più paura. Perchè di fronte alla nostra natura non possiamo mentire, ci è concesso di nascondere e dissimulare la realtà con gli altri, ma non a noi stessi.

Ma stare da soli è da sfigati? No, assolutamente. La solitudine è consapevolezza, riflessione e crescita spirituale e personale. Ovviamente da sola non basta, quei momenti di pausa dal mondo esterno dovrebbero essere un momento di riflessione per capire chi siamo e cosa vogliamo.

Ci dovrebbero servire per dare una lettura diversa delle esperienze che facciamo ogni giorno. Così ad esempio può capitare alla fine di una storia, quando si vuole o vorrebbe riconquistare la ex. Fermarsi serve ad evitare danni e complicazioni che non servono a nulla.

Prendersi del tempo per capire, e purtroppo anche soffrire, ci permetterà di crescere e mettere nella giusta ottica quello che accaduto. Serve a noi ed eventualmente alla ex, che potrà finalmente sentire o meno la mancanza.

Solo dopo sarà possibile decidere con serenità e lucidità cosa fare e come agire o anche il non fare nulla. Quelli saranno momenti di grande malessere in cui presi dalla frenesia e dalla paura di perdere la persona amata si faranno azioni totalmente insensate che non ci appartengono.

All’inizio si cercherà la compagnia di amici e conoscenti per non rimanere soli, perchè quel silenzio urlerebbe cose che non si vogliono ascoltare, come paure, limiti e mancanze. Si racconterà loro tutto quanto è accaduto, pensando che a loro possa realmente interessare qualcosa.

Come se parlare del passato e soffrirci sopra sia un modo per rievocarlo e non lasciarlo andare. Il passo dopo, però, anche se fa paura è la solitudine.

Chi è abituato a stare solo, a guardarsi allo specchio senza una maschera, forse sarà in grado di affrontare meglio un momento che ci da due scelte:

1. Scappare dalla solitudine per non stare male.

2. Soffrire e quindi crescere, imparare e superare gli ostacoli.

Cosa è giusto fare? Mi sembra chiaro, ma ognuno di noi agisce in modo diverso anche in base alla propria maturità ed esperienza.

Chi non ha paura della solitudine è spesso più forte e maturo di chi non la ama. Non si tratta di chiudersi in un eremo e passare il tempo a fare non si sa cosa, parlo invece di momenti più brevi che ci ritagliamo proprio per noi stessi, per la nostra anima.

Sono i momenti in cui noi amiamo noi stessi, e come scrivo sempre le persone sono attratte da chi sa amarsi perchè è in grado di fare lo stesso con gli altri.

Ritagliati del tempo per stare da solo, per pensare e non avere paura della solitudine perchè la tua anima è fatta anche per stare per conto suo e crescere attraverso la riflessione.

Cosa c’entra la solitudine con la seduzione?

Tutto e nulla, sedurre significa portare verso di sé. Per fare questo il tuo IO necessita una forza di attrazione che puoi sprigionare solo amandoti e vivendo la solitudine che ti aiuta a crescere.

E’ come la forza di attrazione di un pianeta, se è sana ed equilibrata allora porterà alla creazione di un sistema (solare ad esempio), se invece non lo è porterà o alla collisione che distruggerà entrambi, o ad un totale allontanamento.

11 Commenti

  1. Ciao Sensei, e’ da un po’ che non ti scrivo. Nell’ ultimo mio commento ti dicevo che mi sentivo felice e che avrei realizzato un mio sogno sessuale che in realta’ non ho piu’ realizzato perché sono successe alcune cose che ora ti racconto. La mia ex mi aveva proposto di uscire dopo 3 settimane che non ci sentivamo piu’. Sono uscito con lei, mi e’ piaciuta come le prime volte che ci conoscevamo appena. Dopo averlo fatto, parliamo delle cose che non andavano nel rapporto che mi opprimevano e che sicuramente i limiti sono stati anche i miei. Per farla breve, lei ha ammesso di avermi dato un po’ per scontato ma vuole migliorare perche’ mi ama ed e’ stata malissimo quando l’ ho lasciata. Decido di rimettermi con lei. Passiamo alcuni giorni felici ed io noto che lei sta migliorando davvero e ci sto bene. Da 3 settimane pero’ arriva questa cavolo di inquietudine e senzo di smarrimento che mi sovrasta, non mi fa migliorare, non mi fa ottenere risultati nello studio, come se niente piu’ avesse un senso e la confusione e’ arrivata di nuovo. Inizio a guardare le altre e desiderarle sessualmente, mi sento in colpa per questo motivo. Una sera non ce la facevo piu’ e ne parlo con lei. Le ho detto che ci sono due parti in me, una che vorrebbe restare con lei perche’ ci sto bene e l’ altra che vorrebbe sperimentare con altre. Ovviamente lei ci e’ rimasta malissimo ma ha capito questo mio malessere e non mi ha giudicato. Io mi sono messo a piangere davanti a lei dicendo che non volevo lasciarla ed abbiamo fatto l’ amore. I giorni successivi sono stato meglio e mi sono goduto i momenti insieme a lei. Il problema risorge quando sto da solo con me stesso che non riesco a fare niente, non faccio altro che pormi domande per risolvere sto problema che ormai dura da troppo. Ho perso l’entusiasmo verso la vita anche se oggettivamente non mi va niente male. Come se avessi una crisi d’ identita’ e non so come uscirne. Il vuoto che provo e’ insopportabile.
    Cosa posso fare? Hai qualche consiglio da darmi?

    • Io non sono uno psicologo, aiuto solo a sedurre. Sinceramente ti consiglio di andare da uno specialista perché alcuni dei tuoi sintomi potrebbero far pensare a una qualche forma di depressione, magari non lo è anche perché il mio è un punto di vista non professionale. Se fosse, invece, la depressione non è più tanto una malattia della mente ma del corpo, ci sono determinati scompensi di tipo fisico che si palesano con sintomi “mentali”. Per questo è meglio essere sicuri che non si tratti di una forma depressiva e in caso curarla adeguatamente. Non c’entra nulla con la pazzia o la debolezza, è come avere un raffreddore, è un dato di fatto del quale non ci si deve vergognare.

      • Grazie della risposta. In realta’ sto gia’ andando da una psicoterapeuta sessuologa da qualche settimana ma ancora non mi ha parlato di depressione. Gli ho detto che sento questo vuoto e lei ha detto di starci…

        • Psicologo, non “psicoterapeuta sessuologa”. Poi magari la tua non è depressione (non faccio valutazioni cliniche non è il mio mestiere).

  2. Ciao Sensei,
    Racconto un’esperienza (anzi due) per capire eventuali errori, fare un piccolo sfogo e liberarmi un po’.
    Esperienza n. 1:
    Capita una serata in cui mi trovo in mezzo ad amici e c’è una ragazza che conosco da tempo. Iniziamo a flirtare, battute, doppi sensi, addirittura l’espediente della lettura della mano nel quale non la stacca un attimo e passiamo un sacco di tempo a fare allusioni sessuali.
    La serata (sembra) vada benissimo, scambiamo subito il numero di cell. Mi propongo di accompagnarla a casa ma rifiuta perchè ha un’amica in macchina e deve accompagnare lei. Appena rientrata a casa mi scrive e messaggiamo per un po’…
    Due giorni dopo la contatto e parliamo del più e del meno, ad un certo punto non risponde più. Me ne frego e aspetto che mi contatti lei, cosa che avviene dopo due giorni. Rispondo dopo un po’ con molta leggerezza e, dopo un po’, stessa cosa..smette di rispondere. Io idem, me ne frego e aspetto che mi contatti lei. Cosa che avviene oggi. Allora dopo quattro cazzate la invito per un caffè insieme e lì mi dice che “qualcuno potrebbe essere geloso”. Le chiedo se sta uscendo con qualcuno e mi dice “si da più di un mese”. Allora le dico che è il caso che non ci sentiamo e lei mi dice che le dispiace se ci sono rimasto male ecc… Le dico che assolutamente, volevo solo conoscerla un po’ meglio per decidere se potesse interessarmi ma visto che è già impegnata non è il caso. Mi risponde che se non mi fosse piaciuta non le avrei chiesto il numero e lì (forse ho sbagliato, non so, ma la penso così) rispondo che ce ne passa dalla possibilità di essere interessante a quella di piacermi. Comunque, saluto con gentilezza e chiudo.
    Personalmente ci sono rimasto “un po’ così” non tanto perchè non è andata (una in più non fa differenza) ma quanto perchè non credevo di aver fatto errori grossolani. Forse doveva andare così.
    Esperienza n. 2:
    Molto semplice: Una ragazza che ho sempre valutato in un determinato modo e che con me si è sempre posta stile Madonna di Lourdes gira il cell verso una sua amica… io ero seduto dietro e mi cade l’occhio… Stava parlando con questo tipo di come farla venire fino a stare male.
    Ora, è una cosa normalissima e giusta ma dentro di me ho sentito un sensazione. Ho pensato: Cazzo, ma perchè ho sbagliato tutto? Perchè l’ho valutata in un modo completamente diverso (ragazza “seria” molto chiuesa ecc.) Perchè con me si è sempre posta così? Forse perchè lei si è accorta che le vedevo così e le fa piacere che qualcuno la consideri così? E qui le domande da Beta… Mi sono chiesto perchè ancora vengo considerato (o almeno da queste situazioni) non desiderabile dal punto di vista sessuale, nonostante sia cambiato come atteggiamento, look, leggerezza, ecc… Ti dico la verità, ho passato qualche attimo di sconforto. Ma si vede che devo migliorare ancora. La mia natura non è quella dello “squalo” ma nemmeno quella del cucciolo di panda. Ma forse troppi anni passati da orsetto del cuore hanno lasciato delle idee su di me e degli strascichi sul mio modo di pormi. Devo lavorare ancora tanto. Grazie per lo sfogo.

    • 1. Queste si chiamano a Roma PROFUMIERE, ti fanno sentire l’odore e poi… Non hai commesso alcun errore, doveva andare così. Anzi, secondo me ha i fatto benissimo a troncare, puoi stare certo che, in caso, ci penserà l’Universo. Ricorda che l’avevi sedotta nel modo giusto, un punto a tuo favore alla tua alfaness.
      2. Se tu una persona la vuoi vedere in un modo preciso questo trasparirà, verso di lei, dai tuoi modi. Per cui se non accendi la sensualità sarà difficile che le altre la vedano. Per esperienza personale ti posso dire che quelle più “silenziose, brave ragazze e chiuse”, sono spesso le più passionali, basta saperle (e volerle) accendere.

      • Grazie Sensei,
        Ancora mi devo tarare su come giocare e svegliare la sensualità… quello è sempre stato un mio grosso limite, vuoi per timidezza, vuoi per preconcetti, vuoi per checazzonesoperòdattiunasvegliata …Devo imparare e risvegliare questo mio aspetto… Spero, la prossima volta, di venire a raccontarti qualcosa che sia andata bene da questo punto di vista e che poi sia andata a buon fine!! Vanno bene e saranno anche “istruttivi” da leggere i racconti delle sconfitte.. Ma ogni tanto qualche vittoria tira su il morale! Anche se lo scopo finale è vincere la guerra, non una battaglia…
        A presto!

  3. Salve Sensei,
    dopo aver lasciato la mia ragazza ho fatto il mio reset di un mese, che mi ha aiutato a capire che ero diventato il suo zerbino e, non avendo la possibilità di fare un incontro pseudo-casuale con la mia ex, pensavo di contattarla su Whatsapp… Dovrei contattarla due o tre volte prima di chiederle di incontrarci oppure chiederlo subito dopo avereci messaggiato un pò con ironia e leggerezza?

    • Chiamala, 2 minuti per sapere come sta. Poi la saluti. E comunque leggi gli articoli sul come riconquistare la ex, sul reset e i vari ebook (gratuiti e non), lì trovi tutto.

  4. Bell’articolo Sensei.
    Scrivo una mia esperienza in merito.
    Come sai, seguo TpS da circa due anni. Da te ho imparato tante cose sulla seduzione ma un consiglio in particolare mi è stato davvero utile. Intraprendere noi il nostro percorso personale, affrontare i nostri limiti e le nostre paure. Così, tempo fa, decisi di rivolgermi ad uno psicologo. Lo vedo come fare le analisi del sangue una volta all’anno, è un “controllo” che, ogni tanto, dovremmo fare tutti. Andai perchè non stavo bene, ero arrivato al punto di non ritorno. Davvero. Mi stavo logorando da solo e inziai a fare brutti pensieri. Quando andai, iniziai a parlare di me, delle mie sconfitte, delle delusioni e, piano piano, vennero fuori le mie paure e le mie vergogne. Uno dei “compiti” che mi venne dato fu proprio la ricerca della solitudine. Dovevo ritagliarmi del tempo per accettare ciò che succedeva, soffrire e coccolarmi. In un altro articolo fai un bell’esempio. Per guarire una ferita bisogna disinfettarla e per farlo bisogna ricordarsi che c’è. La solitudine all’inizio mi spaventava, perchè una delle mie più grandi paure è quella di rimanere solo. Piano piano, ho capito che invece è fondamentale. Ci dà l’occasione di vedere le cose in maniera più obbiettiva, ci dà l’occasione di prenderci cura di noi, ci dà l’occasione di amare noi stessi per ciò che siamo e migliorare come noi vorremmo, non come pensiamo vogliano gli altri. Forse non servirà a farci conquistare la ragazza che ci piace ma serve per conquistare noi stessi. la vita è fatta di gioie e delusioni. La giusta solitudine ci aiuta a godere di tutte e due. Proprio in uno di questi momenti ho letto un pensiero che credo sia importante: ognuno gestisce i tempi della propria vita: non pretendere di andare di pari passo con gli altri o che tutti vengano di pari passo con te. E il “nostro passo” possiamo capirlo solo quando siamo in solitudine.

    • “…non pretendere di andare di pari passo con gli altri o che tutti vengano di pari passo con te. E il “nostro passo” possiamo capirlo solo quando siamo in solitudine.”
      Non potrei aggiungere altro.

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