Come piacere alle donne? Non si tratta di una domanda la cui risposta è riassumibile con una qualche formula magica. Invece è il punto di partenza per migliorarsi e diventare un seduttore.

Sfatiamo subito il mito che per piacere alla ragazze devi essere bello e impossibile. L’aspetto fisico aiuta molto, soprattutto nel primo approccio o quando la giovane di turno è un po’ troppo superficiale.

Poi basta. Una volta conosciuta e rotto il ghiaccio tutta la bellezza di questo mondo potrebbe non bastare. I migliori seduttori che conosco non sono belli, ma hanno tutti la stessa caratteristica: si curano.

Come piacere alle donne: piacere a se stessi

Non voglio spingere le persone a una attenzione maniacale al look e alla forma fisica, anzi. Allo stesso tempo credo sia importante amarsi e piacersi. Persone così trasmettono autostima e voglia di stare bene, che è contagiosa.

Una donna sarà attirata da chi si valorizza in modo sano, quindi senza eccessi tipo ciglia ad ali di gabbiano o manie come alcuni che stanno attenti alla singola caloria che immettono nel loro corpo ultra scolpito.

In termini più semplici come piacere alle ragazze passa per la cura di sé:

  • Igiene.
  • Look curato.
  • Accessori.
  • Profumo (lo adorano davvero).
  • Forma fisica (non serve la tartaruga ma neanche una “panza” da antologia).

Questa è la base fisica da cui partire.

Come piacere alle donne: sicurezza e alfaness

diventa maschio alfa

Un maschio alfa piace alle donne, non è una teoria ma una base logica dell’evoluzione che ha sempre premiato il capobranco. Intendo l’uomo davvero sicuro che, in questa società, non è per forza chi comanda.

Leggi l’ebook Diventare un Maschio Alfa, così ti renderai conto che è meno complicato di quanto pensi. Che in te c’è l’alfaness che devi solo scovare e tirare fuori, ti porterà felicità e donne!

Come piacere alle donne: linguaggio del corpo

Il tuo corpo parla ed esprime sensazioni ed emozioni con una tale forza che non ce ne rendiamo conto. Esso urla al mondo chi sei davvero e per quanto tu non ci creda modifica davvero le impressioni che gli altri hanno di te.

Puoi anche fare il fenomeno, ma se dentro sei un cucciolo spaurito ciò si vedrà, rendendo la tua seduzione labile e poco incisiva. Le donne sono maestre nel capire chi sei e le tue debolezze.

Impara a parlare con il tuo corpo, comunica con esso che sei una persona forte, sicura e che sa sedurre. Ti basterà poco per farlo e piano piano il tuo corpo modificherà le tue sensazioni e comportamenti facendoti diventare davvero più spigliato.

Come piacere alle donne: il contatto fisico

Il contatto fisico è la seduzione, non mi stancherò mai di ripeterlo. Fa la differenza tra amicizia e relazione, tra sesso e due di picche! Ti basterà capire come e quando farlo, seguendo l’escalation del contatto fisico che trovi ne “Il Percorso della Seduzione“.

Un uomo che non tocca, o meglio non sa neanche toccare, una ragazza, non è sicuro di sé. Di conseguenza avendo per anni eliminato dall’equazione della seduzione il contatto ti sei rovinato da solo!

Come piacere alle donne: parlare, come farlo?

Come piacere alle donne non è solo seduzione pura, ma a c’è molto altro. Spesso mi viene chiesto cosa dire alle ragazze. E la cosa mi meraviglia perché quello che dici è, specialmente all’inizio, importante ma non fondamentale.

Ciò che conta sono il linguaggio del corpo e il contatto fisico! E’ chiaro che se dici solo idiozie te la giochi comunque. Come ovviare a questa possibilità?

Non devi fare discorsi elevati per far vedere che sei profondo, se hai argomenti puoi star certo che verranno fuori da soli. Le donne amano parlare di loro stesse (come tutti d’altronde), per cui metti lei al centro dell’attenzione e vedrai che si semplificherà l’interazione.

Devi volerla conoscere senza fare un interrogatorio. Qualche domanda va bene, ma poi devi dire cosa pensi TU. Non avere timore di controbattere e se non sei d’accordo ti basterà dirlo con garbo.

Come piacere alle donne: il flirt

A tutti piace flirtare. Se non lo fai trasformi la vostra conversazione in una banale chiacchiera da bar. Prendi l’iniziativa e gioca con lei, falle un complimento sfacciato e poi prendila un po’ giro.

Usa l’ironia e l’autoironia. Ricorda che lei non è migliore di te solo perché te la vuoi portare a letto! E’ un essere umano con pregi e difetti e si annoierà a morte se le darai tutte le discussione vinte.

29 Commenti

  1. Ciao Sensei, devo affrontare una situazione delicata e ho bisogno del tuo aiuto….la donna di servizio che viene a casa mia a pulire ha detto a mia Madre che sua figlia sarebbe venuta dalla Moldavia a fare l’ università nella mia città. Sapendo che lei come hobby pratica il ballo, e che io sono appassionato di una danza caucasica ha proposto che la figlia mi insegnasse i rudimenti (pur non essendo quella la sua specialità, sarebbe stata in grado di insegnarmi i primi passi). Due settimane fa mi faccio dare il numero di telefono della figlia dalla madre, questo martedì la contatto tramite whattsup e ieri viene a farmi la lezione. Io non ho flirtato, ho fatto del contatto fisico leggero/amichevole durante la lezione e ho provato a farci due chiacchiere…lei sembrava un po’ impacciata (non parla bene italiano), timida, non ha fatto domande su di me (mentre io ho chiesto qualcosa su di lei), e si è limitata a qualche risatina qua e là (ma niente di che)….ora pensavo di lasciar passare una settimana e poi ri-contattarla per una seconda lezione…come consigli di procedere? Vado spinto oppure mi tengo ancora sulle mie?….ieri mi ha lasciato un po’ con l’ amaro in bocca, pensavo si sbloccasse un po’ di più invece è rimasta non fredda, ma un po’ imbarazzata ecco…(io ho 24 anni e lei ne avrà un po’ di meno, sui 20)

    • Devi solo andare con calma, come scrivo sempre in seduzione meglio fare qualcosina in meno che di troppo. Dalle tempo.

  2. Ciao Sensei, prima di cominciare la mia nuova storia, vorrei dirti che non mi sono dimenticato di risponderti al tuo utilissimo ultimo commento alle mie storie del venerdì. Mi ero preso del tempo ieri per fare delle considerazioni personali e alla fine è passato troppo tempo per rispondere. Risponderò. Ora però vorrei venire a questa nuova non storia. Anche se sembra lunga, è una lettura da 10 minuti complessivi e credo sia abbastanza particolare e meritevole.

    ANGELICA. L’angelica è una pianta, una pianta dalle caratteristiche erboristiche benefiche. Angelica è anche un aggettivo, un aggettivo per indicare qualcosa di straordinariamente bello, puro e sereno.
    Ma non solo: Angelica è anche un nome femminile, un nome che per me ha un significato particolare. A questo nome corrisponde l’inizio del mio percorso e ad ora rappresenta l’ultimo scalino di questo percorso. Prima di arrivare qua su questo blog le donne per me non avevano importanza e non avevo interesse nemmeno della mia vita: vivevo nella mia più totale misantropia. L’odio e la rabbia mi alimentavano, mi facevano muovere e avevano costruito il mio mondo. Chi mi circondava lo ha sempre percepito e ha sempre cercato di aiutarmi ad essere più sereno. Tutto inutile. Ma poi è successo qualcosa: un giorno, in vacanza, poco prima di cominciare la quinta superiore, vidi una ragazza seduta nel complesso di villette in cui stavo. Provai un brivido fortissimo, un sentimento fortissimo, una sensazione che non sapevo bene decifrare ma che mi mosse come un burattino fino ad andare a parlare da lei. Il mio primo approccio. Lei si chiamava Angelica, e lei fu l’inizio, il mio inizio: l’inizio della mia trasformazione, l’inizio del mio cambiamento personale, il primo passo verso un percorso che abbandonava l’odio più profondo per abbracciare per la prima volta nella mia vita, la vita stessa. Furono il cielo e l’universo a mandarmela. Da quel momento abbandonai di giorno in giorno definitivamente la misantropia, per abbracciare sentimenti diversi: l’amore e la voglia di vivere. Da quel giorno cambiai e il percorso mi ha portato ad incontrare anche te Sensei, che hai rappresentato e rappresenti una parte importante della mia vita. Arrivando ad oggi, o meglio dire ieri, quando il mio percorso, la mia strada, è andata incrociandosi di nuovo con il percorso di una donna di nome Angelica. Non è la stessa persona, ma anche questa Angelica mi ha lasciato un segno indelebile, un nuovo punto di svolta nel mio percorso.
    Non sarei dovuto uscire ieri sera, ma non riuscivo a starmene a casa, così sono andato al locale dove lavoro. Il locale purtroppo è pieno di ragazze a pagamento, ma noto un paio di ragazze sedute sui divanetti. La mia attenzione ricade su una delle due, Angelica, che noto passare molto tempo a scrivere sul telefono, con l’amica a seguire il tutto. Il mio istinto mi dice che, essendo lei molto ben vestita ed attraente, per passare la serata a scrivere al telefono, probabilmente la persona dall’altra parte dovesse essere una persona importante per lei, come poi verrò a scoprire. Le approccio: ci divertiamo e parliamo al punto tale che mi ricordano solo loro che non mi sono nemmeno presentato. C’è un’ottima intensità: ridiamo e scherziamo, tocco Angelica e la loro attenzione è rivolta solo a me, infatti gli altri uomini che ci provano vengono tutti rimbalzati. Questo mi ha reso fiero: possibile che nonostante tutti gli insuccessi sia diventato così attraente? Dopo un lungo approccio, con concentrazione soprattutto sulla mia diletta, mi salutano. Le rincontro poco dopo, giocando sempre con l’interessata, che mi chiede di offrirle da bere e a cui io nego ciò, per ragioni di cui abbiamo già più volte detto e spiegandole che intendevo offrirle da bere solo se usciti assieme; poi di nuovo ribeccate a bere nella pista di ballo ed infine provo la mossa finale: circondata da tanti ragazzi vado da Angelica, la prendo e lei mi prende, ci abbracciamo, ci accarezziamo. Io mi godo il momento, questo bellissimo momento. Le parlo, non mi sente per la musica alta e prendendomi per mano mi porta fuori. Piano piano sto cominciando a prendermi tanto per lei e penso che anche lei lo sia. Parliamo e nel mentre ci prova con lei un ragazzo a cui lei aveva chiesto una sigaretta. Io la prendo, l’abbraccio, guardo il ragazzo e tra misto serio e scherzo dico che siamo fidanzati prossimi al matrimonio. Le mi abbraccia e dice a quest’altro ragazzo di essere single, ma rimane sempre abbracciata a me. Nel mentre la sua amica viene tirata in ballo da un altro uomo, che la porta a bere e che noi seguiamo. Lui offre da bere alla sua e io, nonostante ciò, mi nego di nuovo, spiegandole in maniera ancora più maliziosa i motivi. Lei però rimane lo stesso con me e attaccata a me e questo mi fa ben sperare. In tutto questo ha momenti in cui tira fuori il telefono e risponde a quello che ho scoperto prima essere l’ex fidanzato da lei lasciato, di cui mi dice essere ancora innamorata e ogni volta, con cadenza breve e regolare, tira fuori il telefono e risponde a questo, isolandosi completamente dal mondo tutte le volte. Me ne frego, cambia discorso repentinamente e vado avanti come un treno. Balliamo io e Angelica, mentre i due piccioncini si erano appartati, e lo facciamo anche in maniera molto sensuale. Le sfioro e tocco a più riprese le sue belle gambe, i suoi seni. Sono eccitato. Andiamo a sederci sui divanetti. Voglio farla mia. Nel mentre si era scolata il drink, presumibilmente il terzo, della sua amica. Decide di lasciare perdere definitivamente il telefono e cerca di attirare spesso la mia attenzione, chiedendomi di aiutarla in cose futili. Rimaniamo abbracciati, con lei accoccolata a me e io che le accarezzo ogni cm del suo corpo, dandole dei baci molto affettuosi sulla testa. Non voglio solo scopare, voglio conoscerla, provo affetto sincero per lei: sarà anche da beta, ma comincia in me a nascere un interesse diverso dal solo scopare, comincio ad invaghirmi ed essere appunto più affettuoso. Tempo 10 minuti che eravamo seduti e noto che comincia a salirle la botta dell’alcool: è un po’ ubriaca. In vino Veritas, comincia a raccontarmi della sua travagliata storia d’amore, a cui cerco di tagliare anche in maniera netta, decisa e insistente, ma lei è un fiume in piena presa dai fumi dell’alcool e ha probabilmente bisogno di parlare: uscita da una relazione di 7 anni con un uomo che lei ha lasciato, ma che ancora ama. Nel mentre, durante questo periodo di transizione post separazione, si è innamorata, a sua detta, del suo commercialista. Mi dice che è indecisa, che ama entrambi e non sa decidersi e si strugge di amore per entrambi e mi chiede consigli. Che ti devo dire? Era visibilmente in botta da alcool e qualsiasi cosa avessi detto o fatto sarebbe stata inutile. È ubriaca e non me la prendo se mi dice quelle cose, come se fossi un confidente. Di certo non me ne approfitto, ma anzi, divento ancora più protettivo e premuroso nei suoi confronti. Vorrei aiutarla a mio modo, ma come posso se ubriaca? Comincia poi in crescendo a stare davvero male: la botta di alcool le è arrivata allo stomaco e comincia a farsi più silenziosa e poi ansiosa: chiama a raffica la sua amica al telefono perché vuole andare in hotel ed è prossima a vomitare. In tutto questo non ho citato il fatto che entrambe non fossero della mia città, ma a due ore di macchina da qua e che fossero qua da me in vacanza, con rientro oggi, domenica. Trovo la sua amica e il suo “amico” che ci raggiungono. La mia invece sta male parecchio e comincia a vomitare copiosamente: le tengo la testa e i capelli, cercando di darle conforto. Il ragazzo dell’altra si offre di riaccompagnarle in hotel, mentre la mia ha chiamato pure il suo ex chiedendole di venirla a prendere. Usciamo, tenendo da gentiluomo il mio ombrello sulla testa delle due ragazze e ritorno dentro a prendere le giacche dimenticate dalle due. Nel mentre Angelica richiama il suo ex. Al mio ritorno siamo poi andati alla macchina di questo ragazzo: io reggevo la mia che barcollava con il peggio della botta passato e abbiamo fatto tutto il tragitto fino alla macchina con lei che si reggeva a me e intanto parlava col suo ex. Io facevo qualche battuta, ma era evidente la mia posizione in quel momento. Arriviamo alla macchina: lei sempre al telefono con questo ex ed entra in macchina senza salutare, troppo impegnata in quella telefonata, dove gli diceva di volergli parlare. Ci ritroviamo quindi io, la sua amica e questo ragazzo a parlare. Mi chiede se avessi preso contatti e tutto il resto. Qua arriva lo snodo: che senso avrebbe avuto prendere il contatto o il numero di questa ragazza? Volevo davvero infilarmi in una situazione così incasinata a fare il terzo, per giunta di una non della mia stessa città? Neanche a farlo apposta, l’universo già mi aveva indicato la strada e il percorso me lo aveva mostrato tramite te: lunedì scorso, per una situazione completamente diversa, mi avevi illuminato circa il discorso di lasciare andare, imparare a lasciare andare specie in ottica futura per situazioni più complesse. Come tu ben sai ho fatto come mi hai consigliato con quella ragazza e questa volta è stato più difficile dovere dire addio: cominciavo, fino all’ubriacata, a provare per lei un sentimento sempre in crescendo, un qualcosa che andasse oltre l’interesse mero per il fisico. Per intenderci, un qualcosa di molto più forte e meno materiale rispetto alla bionda rosicata del messaggio di ieri. È stata una scelta difficile per me dovermi fare da parte, ma sia per me, che per lei, forse è stato meglio che mi mettessi da parte e lasciassi a me il continuo del mio percorso e a lei il suo. Avevo investito tutta la mia serata solo su di lei. Lasciare andare non è mai facile, specie appunto se molto preso. Penso inoltre che lei cominciasse ad essere interessata a me, tant’è che appunto in più fasi mi sottolineava il fatto che mettesse da parte il telefono per stare con me a lungo e comunque fosse molto attiva. Tornando alla storia, rispondo di no dicendogli che lei fosse innamorata di due uomini e la sua amica conferma tutto. Lui mi guarda: il suo sguardo è il chiaro sguardo di chi sa che tra le due ragazze ha beccato quella “giusta” e l’altro rimane con un pugno di mosche in mano. Dai suoi occhi leggo una certa empatia compassionevole. La sua amica mi guarda e mi ringrazia infinitamente, per tutto il supporto dato alla sua amica e mi dice di essere in debito enorme con me. Saluto e me ne vado.
    Sono triste e “contento” allo stesso tempo: mi sono comportato con Angelica senza commettere e fare errori e questo mi rende felice, mi sono comportato come volevo e penso anche da alfa; felice anche per le bellissime sensazioni che lei mi ha dato. Triste però per il risvolto che la serata ha avuto. Fa maledettamente male Sensei, tanto male. Lasciarla andare per il mio bene ma anche per il suo: crearle altri casini, per il mio impatto, non so quanto avrebbe fatto bene a me e a lei. Sicuramente se non avesse avuto questo enorme macello sentimentale, ma più contenuto, avrei voluto continuare.
    Forse sono troppo sentimentale in questa fase della mia vita, ma ho provato e provo tanta tristezza. Il suo profumo, il suo odore, sono ancora sulla mia giacca e avrei voluto fossero anche sulla mia pelle. Annuso per l’ultima volta la giacca intrisa del suo profumo e riassaporo la serata. Ma è arrivato il momento di mettere via la giacca e riprendere la mia vita.

    • Sei passato dalla misantropia a un forte amore per le donne: bene. Ora il passo che ti suggerisco – anche se è un mio personale punto di vista – è di alleggerire questa tua infatuazione per l’altro sesso. Sono meravigliose, non c’è dubbio, ma sono esseri umani con pregi e difetti, tu mi hai descritto questa Angelica e dall’esterno, per me, è solo una poveretta emotivamente incapace di prendere una decisione tanto da infilare nella sua vita anche un potenziale terzo incomodo. Persone così sono VELENO, puro e semplice, ti logorano l’anima con cazzate interstellari sull’amore quando l’unica persona che amano è quella che le fa soffrire e che sanno di non poter avere davvero. Ti avrebbe massacrato, saresti andato a trovarla per prendere buche come se piovesse e incazzature enormi. Ora sei giovane, e potresti pensare che ogni lasciata è persa, ti posso assicurare che non è così. Tu hai fatto un’azione importante, forte, che dimostra una dote che spesso acquisiamo (come scrive Garcia Marquez) quando non ci serve più: la saggezza.

      • Sensei, quello saggio qua tra i due sei tu, non c’è nemmeno confronto, e ancora una volta lo confermi: infatuato delle donne. Sì, sono molto probabilmente infatuato delle donne, specie in questo momento della mia vita dove sto ricominciando a scoprire il fantastico mondo della seduzione. Razionalizzando, in questo momento dove i miei sentimenti e il mio animo si sono un poco calmati, se avessi avuto più esperienza e meno infatuazione avrei probabilmente provato sentimenti diversi per questa ragazza. Quando poi assimili molta esperienza diventa più facile scindere ciò che c’è di buono e negativo in un incontro con una persona e ciò che potrebbe portarti.
        Avevo capito che non fosse una ragazza forte di testa, ma che avesse qualche squilibrio, specie se mi si dice che si amano contemporaneamente due uomini e non si è in grado di scegliere. Penso anche io quello che dici tu, e penso di non essere ancora in grado completamente di sentire il pericolo, anche se in questo caso era abbastanza evidente.
        Cerco e cercherò sempre di impegnarmi affinché io possa essere una persona migliore e spero che tra la varie qualità mi si sviluppi anche saggezza.
        Il tuo supporto è sempre un importantissimo punto di vista. Condivido, come sempre d’altronde, il tuo punto di vista e lo seguirò e mi impegnerò per cercare di essere meno infatuato (dopo tutto se sono quello che sono è molto anche merito tuo che hai saputo indirizzarmi e consigliarmi oggi come ieri), magari cercando anche di far fruttare dopo tutto qualche approccio, eh ahahaha 😉

  3. Ciao Sensei come stai ? È dato che non lascio un commento . Volevo chiederti se in futuro farai un post sul tema conflitti interiori o cose simili . Volevo dirti che in quest’ultimo anno ho capito seriamente cosa significa essere alpha . Sapersi mettere in gioco , migliorarsi , amarsi , stare bene con se stessi e con gli altri e avere tanta leggerezza …e ho anche notato che la differenza tra un bel ragazzo che magari prende un due di picche e magari uno meno bello che scopa tutti i giorni e proprio l’energia vitale che emana . Mi sono reso conto che sguardo , mimica facciale , movimenti, gesti , sguardi fanno capire subito chi sei alle persone …in sintesi fanno capire il tuo stato d’animo . Inoltre carattere e modi di fare colpiscono tanto le ragazze . Un’altra cosa che ho notato e che quando una ragazza oggettivamente bella sa di esserlo e si atteggia come tale riesce ad attrarre tante persone intorno , mentre magari un bel ragazzo che emana un energia negativa o nulla non riuscirà ad attirare proprio nessuno , anzi farà il contrario . Quindi almeno dalle mie considerazioni rimorchiare o meno è solo un fattore mentale (atteggiamento). La cosa che sto facendo in questo periodo è lavorare sul coraggio e l’autostima …e in dulcis in fondo volevo dirti che sono incappato in questo : mi sono fatto tanti di quegli schemi mentali su certe cose(tipi di lavoro , amici , luoghi ) e sul prototipo di donne che ho dei veri e propri conflitti interiori se non li rispetto …dici di prendere la vita come viene senza troppe gabbie concettuali ?! Grazie Sensei a presto !

    • Non credo scriverò mai nulla del genere perché ogni conflitto interiore è diverso, non posso scrivere una “guida” che vada bene per tutti. Crescere sta anche nell’affrontare le battaglie senza avere aiuti, appigli o suggerimenti. Siamo tutti incatenati a una miriade di concetti e preconcetti che sono, ovviamente, sbagliati. La mente va aperta e le idee devono essere nostre, poi potrebbero essere identiche agli stessi preconcetti che abbiamo rifiutato. Spero tu comprenda questo piccolo paradosso e il suo significato.

  4. Caro Sensei,
    sono uscito tre volte con una ragazza, divorziata, madre single. Dopo la terza uscita non risponde più e dopo un paio di giorni, le scrivo e lei mi risponde che è a scuola con la faccina 😭. Le chiedo volutamente quando andrebbe bene per lei uscire la settimana prossima e non risponde. Il giorno dopo le scrivo che capisco che in questo periodo è impegnata e che io ci sono. Risponde subito e penso, sia positivo. Ho deciso di non farmi più sentire per una settimana, che ne pensi?

    • Penso che le stai addosso e che le donne non vogliono che ti fai sentire solo per uscire, ma anche per sapere come sta e come è andata la giornata. Credo che un reset, da quello che mi hai scritto tu, per ora non abbia senso.

      • Caro Sensei, erroneamente ti ho scritto due volte. Effettivamente penso tu abbia ragione. Scusa l’ignoranza, per reset cosa intendi? Quindi dovrei semplicemente ogni tanto interessarmi a lei, senza invitarla a uscire?

          • In più aggiungo che se cerchi sul web “parola chiave site:tupuoisedurre.it” potrai trovare anche tantissimi commenti di persone sul tema all’interno di questo sito. Se metti le parole chiavi tra virgolette puoi addirittura cercare frasi specifiche per poter così, ad esempio, risalire a commenti che avevi letto e hai voglia di rileggere ma non ricordi più dove trovare. La sezione commenti è utile e illuminante quanto gli articoli stessi, è importante conoscere un minimo questi strumenti, potrai trovare risposte alle tue domande molto più velocemente, senza dover chiedere per ogni minima cosa come in questo caso!

  5. Caro Sensei,
    È una madre single, divorziata, e molto impegnata. Siamo usciti tre volte quando era in vacanza ed è stato molto bello. A un certo punto non risponde più, ai miei messaggi. La chiamo e non risponde e lei mi aveva detto di scriverle ogni tanto, che le faceva piacere… Le ho scritto, ma non troppo. Dopo l’ultima uscita che è stata bella, le scrivo. Non risponde. Faccio passare un giorno. Le scrivo e le dico che se non mi vuole più vedere, per me nessun problema. Mi risponde che è a scuola con la faccina 😭. Dopo un paio di ore le rispondo, proponendole volutamente un appuntamento. Non risponde. Faccio passare ancora un giorno e le scrivo che capisco che in questo periodo è molto impegnata e se ha bisogno di me, io ci sono. Lei mi risponde subito: ok grazie mille 😊. Buona giornata ✨. Ora pensavo di lasciare passare una settimana e da due giorni non mi faccio più sentire. In un tuo articolo ho letto che l’arte della seduzione è anche esserci, ma non sempre. Premetto che ho fatto un errore, ma penso di aver recuperato i punti persi con l’ultimo messaggio. Caro Sensei cosa faresti se fossi in me?

  6. Ho sempre trovato che scambiare un opinione con te in merito a certe situazioni sia molto appagante e costruttivo. E lo scriverti a caldo, dopo varie situazioni, è veramente come uno scarico completo a tutte quelle che sono le sensazioni residue rimaste, come uno riassestare lo yin e lo yang. Inoltre mi piace rileggere il giorno dopo quello che ho scritto per vedere come il mio punto di vista sia cambiato, con una bella dormita alle spalle, e permettermi di farmi una bella autocritica, dato che è tutto nero su bianco e le cose non sono indotte alla modifica dal cervello.
    Vorrei suddividere il commento in 3 parti, corrispondenti a 3 situazioni diverse avvenute in questa sera, tutte nel solito contesto discotecario ed ognuna di queste, ad inizio, indicata con una sola parola riassuntiva.
    1) SIMPATICO: Approccio la prima della serata; mi accorgo sin da subito che è un ciocco di legno: non fa e non risponde al contatto fisico, anche se si lascia toccare e si diverte con me alle mie battute. La “intrattengo” (e ho voluto usare apposta questo termine, per un motivo che poi capirai) al punto tale che, nonostante sia in fila per il bagno, si lascia sorpassare più volte. Avendo ancora tutta la serata davanti, mi congedo dopo una 15ina di minuti senza prendere numero. La ribecco dopo aver approcciato la “situazione 2” e provo a chiudere: non vuole lasciarmi il numero essendo a sua detta fidanzata. Nel mentre mi sono sentito dire che “sono simpatico”. Simpatico? E qui viene il discorso dell’intrattenimento e della sensazione che ho avuto anche settimana scorsa: ho come l’impressione di eccedere troppo nella simpatia e nell’ironia, al punto tale che vengo letto come uno a cui manca qualche rotella nel cervello. Mi fu anche detto settimana scorsa dalla ragazza del venerdì, una cosa simile e cioè che fossi strano. Effettivamente poi devo dire che ultimamente ironizzo veramente su tutto e praticamente rivelo poco di me perché appunto uso tanta ma tanta ironia e leggerezza. Non è che forse l’eccesso di queste due armi finisca per farti vedere come uno mezzo strambo? Perché ne sento una vaga puzza. Ci vuole equilibrio e come dici tu la cosa migliore sarebbe all’inizio dire una cosa vera ad una ironizzata, per poi comunque rendere meno ironiche certe situazioni e più seducenti. Alla fine l’ironia credo sia l’arma per rompere la difesa, ma poi va moderata. Aggiungo anche che poco dopo ho notato che ha lasciato il suo numero ad un ragazzo: costui ho visto che ha insistito, ma alla fine glielo ha lasciato. Lo so che lasciare un numero non significa nulla, ma è un segnale di forse qualcosa di sbagliato.
    2) ROSICATA: Dopo aver approccio situazione 1, vedo lei: quella che appena la vedi dici LEI. Quella che sei disposto a lasciare perdere tutte le altre, LEI. Quella che non incontri ogni volta che fai serata, ma che dalla sensazione che di da di primo acchito, capita poche volte. Mi guarda per qualche secondo, ma distoglie lo sguardo lateralmente facendo un sorriso neanche troppo nascosto; mi riguarda ancora: qualche secondo dopo sono su di lei, con una voglia e determinazione folli. Metto in campo un alfa che appena l’ha vista è diventato determinato: un solo obiettivo, un solo scopo: farla mia. Il lupo è pronto a sferrare l’attacco contro il cervo che vale tutta la stagione. Non la intrattengo in questo caso, ma la seduco, con una voglia di lei folle. Potevo scindere anche gli atomi dell’aria dalla determinazione che avevo. Alfa completamente al 200%. La tocco e lei mi tocca, i nostri visi sono troppo, ma troppo vicini, quando le sussurro le cose nelle orecchie stiamo molto vicini, con le mie labbra a sfiorarle le sue guance e la sua pelle così bella che sembra seta. Anche in questo caso alla fila del bagno. Parliamo, lei mi parla dell’università e di un suo insuccesso ad un esame. La prendo in giro sul suo insuccesso e mi risponde che si fosse offesa. Ma è strana: le parole mi dicono che è offesa, il corpo mi dice che vuole giocare e farsi prendere da me. Entra in bagno offesa. Quando esce la prendo e le dico che avrei voluto farmi perdonare, detto sempre con molta malizia e non con pentimento o con betismo. Lei mi risponde che se ci fossi riuscito sarei stato un genio e mi scarta per andare a sedersi di fianco a uno, a cui mette un braccio intorno alle spalle. Rimango interdetto, ma nemmeno troppo: la sensazione era che volesse giocare a fare la bimba offesa. Non dico niente, mi faccio indietro di qualche passo e mi giro a parlare con il mio amico. Quello è stato l’ultimo contatto avuto con lei. Il primo e l’ultimo. La lascio che se ne va al piano di sotto con questo suo amico e altri amici. Forse l’errore, l’unico, è stato qua: lasciarla andare come niente fosse. Pensavo tra me e me che, essendo la serata ancora giovane (1.30 circa), l’avrei un attimo lasciata con i suoi amici per poi riandarle sotto. Il fatto di non aver fatto nulla forse ha indotto in lei a pensare che le sue parole avessero fatto effetto. L’ho seguita con l’occhio che poco dopo usciva dal locale, ma pensavo solo per prendere aria. Inutile dire che fossero usciti per andarsene. Da determinazione sono passato in uno stato di rabbia e delusione che mi ha completamente disconnesso dalla serata fino almeno alle 3. Se ci penso ci rosico parecchio. Mi piaceva davvero ma davvero tantissimo. Nulla a che vedere con la scema in Africa. A meno di qualche colpo di “fortuna” su facebook, penso che non la rivedrò più.
    3) EMPATIA. Dopo essermi ripreso, neanche troppo, dalla situazione 2, approccio due ragazze fuori dal locale: me ne piace solo una, ma vedo entrambe tanto partecipi. Premessa: per tutta la durata di questa situazione NON ho voluto fare contatto fisico per vedere dove si andava a parare. Parliamo e scopro che abitano vicino a dove abito io. Torniamo quindi tutti assieme, con anche delle loro amiche. Durante queste fasi comunque sempre ironico e leggero e quella che mi piace e ho puntato è molto partecipe, ma anche l’altra non è da meno, anzi, ogni volta che la guardo mi lancia un bellissimo sorriso, ma non era il mio tipo. Ho la sensazione di avere fatto colpo su quest’ultima e questo ha cominciato a farmi andare in soggezione. La tipa che mi interessava, sui mezzi, comincia a bombardarmi di domande e a interessarsi di me. Mi chiedevo però dove sarebbe andata la cosa senza fare contatto fisico. Dopo un buon 30 minuti assieme arriva il momento di salutarsi: avrei voglia di chiedere il numero di telefono, ma rimango bloccato dall’amica, che è sempre stata lì ad ascoltare e dire qualcosa. Mi è venuta in mente e ho provato per qualche secondo quella sensazione che si prova e ho provato in passato quando la tipa a cui sei interessato va a chiedere il numero e fare la scema con il tuo amico: in quelle fasi ti senti veramente male. Non ce l’ho fatta a chiederle il numero. Ho quasi agito quasi non per me, ma per non ferire questa ragazza. Non saprei se questo comportamento è da alfa o da beta, di certo, togliersi quello che potrebbe essere un probabile piacere per te per non dare dispiacere ad un’altra persona è da coraggiosi. Non è stata la mancanza di coraggio, cosa che invece non mi manca proprio, specie in queste fasi.
    Che dire… Mi spiace solo di essere stato lungo e spero di non essere stato melenso, ma lo racconto a te come non lo racconto a nessun altro, sicché 😉

    • 1. Spingo all’ironia perché siamo tutti troppo permalosi e ci prendiamo sul serio, è chiaro che è solo uno strumento per alleggerire alcune situazioni e superare alcuni test, ma non è la seduzione. Te ne stai rendendo conto da solo, come deve essere, quindi è un bene.
      2. Anche qui sei in un passaggio importante, quello dell’azione che supera le seghe mentali che ci facciamo “aggratis”. Hai ragione, dovevi andare a parlare con lei proprio mentre abbracciava l’amico e non aspettare che fosse sola (da beta, secondo me).
      3. Mmm, non so perché ma la tua spiegazione mi ha convinto poco. Non ci vedo coraggio, solo paura di fare qualche casino o di non volersi prendere la responsabilità delle proprie azioni. Un conto è essere corretti, un altro avere la presunzione di capire tutto e tutti e agire in base a una sorta di delirante follia e onniscenza che non hanno senso. Non sta a te decidere per l’altra ragazza, se una ti piace le chiedi il numero e poi vedi cosa propone l’universo. Un conto se l’altra ti avesse prima chiesto il numero e palesato un forte interesse, allora chiederlo all’amica le avrebbe potuto fare del male. Ma anche in questo caso tu non avresti fatto nulla di sbagliato, allora cosa dovrebbe dire l’altra? Se invece lei era molto presa da te ma un po’ bloccata perché timida? In questo caso le hai fatto del male non chiedendole il numero…

  7. Ciao sensei!
    La mia domanda ha a che fare solo indirettamente con la seduzione, riguarda piú che altro il mio miglioramento personale.
    Ecco, il fatto è che mi sono accorto che la mia voce appare molto insicura e non riesco spesso a comunicare come vorrei (a dire il vero la stessa cosa vale anche per il linguaggio del corpo, anche se in misura minore). Di fatto quando parlo, non riesco a catturare l’attenzione delle persone che mi ascoltano (e ovviamente succede anche con le ragazze). Mi capita ogni tanto di balbettare, parlo troppo veloce e non scandisco bene le parole e quelle poche volte in cui cerco di parlare piú lentamente la gente finisce per annoiarsi comunque. Inoltre, per essere un uomo, ho una voce abbastanza acuta e la cosa non aiuta. La cosa che mi colpisce è che ultimamente sto riuscendo ad aumentare la mia autostima e a stare meglio con me stesso, ma il mio modo di rapportarmi con le persone appare comunque insicuro.. forse sono semplicemente cattive abitudini che mi sono preso!
    Ti è mai capitato di avere questo problema o conosci persone che hanno avuto problemi del genere? Pensi che esistano degli esercizi appositi che possa fare per migliorare?
    Grazie!

  8. Per far parlare una ragazza (e non solo) un po’ stizzita o quando si è in imbarazzo e non si sa cosa dire, c’è un trucchetto molto funzionale: l’adulazione.
    Un: “ma che bel cane! Cavolo è proprio bravo, secondo me sei portata a farti rispettare, sei proprio brava!” È un’arma potentissima, sia per l’effetto che produce, sia per la rottura di c******i del possibile fiume di parole, ovviamente inutili in arrivo.
    oltre al fatto che a me i cani non piacciono.

      • Anche se ha scritto 10000 articoli sull’etica del “maschio alfa” sono comunque dell’idea che qualche spintarella ci vuole, del resto trovo, a mio parere, che lei propone un ideale un po’ troppo alto: l’uomo perfetto (ma con dei limiti).
        Alla fine tutti siamo persone che cercano di arrangiarsi nella vita, nel bene e nel male, ed è giusto perseguire l’etica perfetta, ma quella non esiste.

        • Questo è un mio parere personale ma i compromessi per facilitarsi le cose sono il modo migliore per essere un beta. Gli ideali sono “alti”, perchè sono ideali, puntare ad essi è l’unico modo, a mio avviso, per uscire dalla massa di mediocri che scimmiottano personaggi insulsi e rimangono solo degli egoisti egocentrici. E con questo non dico che non si possa sbagliare, ma un conto è farlo per ignoranza o per mancanza di forza, un conto è per comodo. Per di più io propongo un figura positiva ma non ricordo di aver mai parlato di “perfezione”. Se tu ci leggi qualcosa di simile allora sei tu che dovresti farti qualche domanda sulle “facilitazioni” che proponi, perché non portano alla alfaness. Ribadisco che è solo il mio personale punto di vista.

          • Il mio parere rimane questo, e magari cambierà, ho solo 22 anni.
            La differenza principale dei nostri punti di vista forse è il bilanciamento tra il modo in cui si perseguisce l’obbiettivo e l’ottenimento dell’obbiettivo stesso nel modo migliore; penso che nell’ipotesi in cui lei abbia raggiunto un benessere lavorativo-economico e affettivo ottimale sia più facile pensare più all’etica che al raggiungimento del l’obbiettivo, riprendendo il bisogni di maslow. Chi sta costruendo ha altre priorità.
            Preciso comunque che le spintarelle siano lievi e basta, che non si diventi degli unni che terrorizzano l’occidente.

          • Secondo me Maslow diceva un mucchio di idiozie, e infatti in molti iniziano a criticare la sua famosa quanto inutile piramide (sono laureato in economia, con MBA, quindi parlo con cognizione di causa). Non ho raggiunto la tranquillità scendendo a compromessi, anzi sono quelli che mi hanno complicatola vita e rallentato il mio percorso di crescita. Poi potremmo discutere sul tipo di compromessi, perché quelli lavorativi o sociali possono andare bene, visto che viviamo con altre persone. Quello che io non trovo accettabile è fare “i furbetti” per facilitarsi la vita con la scusante che si tratta solo di piccoli aiutini quando invece vanno contro la morale e l’etica. Non si può essere alfa solo quando ci fa comodo, si deve esserlo sempre. E ti posso anche aggiungere che o cambi adesso visione o più in là sarà sempre più difficile farlo.

          • Questo commento è inutile, ma: perseguisce, non si può proprio guardare. Rettifico

  9. Devo dire che non ho paura di approcciare le ragazze, se sono solo, se sono con gli amici, che chiaramente sono sempre curiosi, se mi avvicino a una ragazza ho paura di fare figuracce, alla fine dei conti succede che passo le serate solo con gli amici. A questo punto penso di dover andar a donne da solo… tu vai mai in cerca da solo? sembra un po una cosa da sfigati e triste, eppure a me piacerebbe.

  10. Curo l igiene,sono,x 55anni ancora in forma,da sempre uso profumi,uso accessori anelli e braccialetti.non sono bello.potrei essere un seduttore,invece,anche grazie a tps,ho capito che il mio buco nero è l autostima.non mi piace ka mia faccia,e questo come dici te,è la mia rovina.ho imparato e devo dire che ci sono riuscito,a camminare dritto.onsomma,sr non modifico la percezione che ho di me,sono lontano dal diventare un maschio alfa.questa è la mia personale analisi.

    • A io giudizio sei più alfa di quanto credi, essere cosciente dei propri “limiti” e piano piano combatterli è una grande dote. Non è tanto il risultato della guerra quanto il modo con cui la affrontiamo.

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