Mi sento solo: la solitudine è stare soli, single, zitelli o quant’altro oppure è un momento importante che ci testa?

Come faccio spesso ho trovato un commento molto interessante e ho voluto farci un articolo. In questo uno dei più vecchi lettori di Tps, che ha seguito il Percorso con risultati ottimi, propone una sua personale esperienza e si domanda, alla fine, alcuni quesiti interessanti.

Dire mi sento solo è da beta o da alfa?

Ciao Sensei,
per prima cosa spero tu abbia passato una serena Pasqua con le persone a te care. Vorrei chiedere una tua opinione su questa domanda che gira un po’ nella mia testa. Forse l’ho già posta in altri termini ma voglio raccontarti un episodio capitatomi che mi ci ha fatto pensare ancora.

Ieri, pasquetta con alcuni amici (premessa: due bei ragazzi che hanno sempre avuto decine di ragazze e che ora sono felicemente fidanzati).

Uno di questi si è da poco fidanzato con una ragazza di un’altra città e ci ha chiesto se volevamo trascorrere la pasquetta con loro e gli amici di lei. Io, visto che lui ci teneva tanto a questo ho detto sì senza indugiare anche se il rischio era di passare una serata tra coppie.
Arriviamo nel posto prenotato e ci presentiamo con gli amici di lei: alcune coppie, dei ragazzi e qualche ragazza.

Come seduce un lettore di Tps!

Da qui inizio a flirtare con una di queste… ma senza farlo con coscienza. Nel senso che mi comporto nel modo che ritengo normale; mi siedo capotavola, ironia con tutti, un ottimo linguaggio del corpo sereno e rilassato, tono della voce sicuro. Il tutto con naturalezza e senza pensarci.

Vedevo che anche i miei amici (fraterni, ci conosciamo da oltre vent’anni) erano come ipnotizzati da questo mio naturale modo di fare. Senza rendermene conto – o meglio, me ne sono accorto subito ma non l’ho fatto di proposito – due di queste ragazze iniziano ad interessarsi a me. Io decido di giocare con una di queste.

Ragazza, normalissima, non una figa imperiale per capirci. Una persona normale con il quale scherzare e passare una bella giornata insieme.
Testo le mie “tecniche seduttive”. Cioè, ci ragiono un po’ sù. Appena mi sfiora e fa una battuta inizio un contatto fisico leggero e ironico – spintarelle, pacche etc. – ma lo mantengo sempre – quasi – costante e piano piano aumento la superficie e il contatto.

Ironia e auto ironia sempre ma senza andare oltre. Meglio una battuta in meno. Ogni tanto stacco e vado a farmi un giro da un’altra parte (una sorta di caldo freddo) e passo del tempo senza calcolarla. Le chiedo il numero davanti a tutti (ma in una conversazione tra noi due) senza mettermi il problema e lei me lo dà immediatamente.

Il mio amico mi pende da parte e si complimenta come se avessi vinto il mondiale… mi ha detto che non mi aveva mai visto così naturale e che ho fatto benissimo… Lei inizia anche a mandarmi alcuni messaggi mentre siamo con gli altri.

La finiamo a cena tutti insieme, io vado in bagno per lavarmi le amni e al mio ritorno ho visto che mi hanno cambiato di posto per metterci vicini. La finiamo dividendoci la pizza manco fossimo fidanzati. La serata si conclude con lei palesemente sedotta e io (noi) che dovevamo andar via.

Ora… mi sento solo. è da alfa o da beta?

Lei non mi interessa, l’ho fatto per stare bene e passare una bella serata senza fare l’amico single tra le coppie. Mi sono divertito e ho notato che ho avuto una naturalezza anche davanti a chi, da ragazzo, essendo dei seduttori o comunque rimorchiatori, mi ha sempre messo un po’ in soggezione.

La domanda è questa, me la pongo da qualche tempo.
Sono un uomo che non riesce a ragionare nel classico modo “in tempo di guerra ogni buco è trincea”. Nel senso che se una non m’interessa, ci flirto, ci gioco ma da parte mia… finisce lì. Lo faccio per il gusto di farlo.

Alle volte (quando sono un po’ giù) penso sia paura di vincere, altre che sono troppo selettivo, altre che (come successo mi da poco così come ti raccontai) le persone che mi attraggono davvero ci sono ma, fino ad ora, sono state molto poche e che, essendomi indirizzato verso la ricerca di una donna Alpha o quantomeno vicino a questo, le riconosco e mi fanno passare le altre in secondo piano, perdendo interesse. Il problema è che ne ho incontrato davvero poche.

Sono soddisfatto di come sono stato, sono soddisfatto che – senza fare niente di forzato – chi mi conosce da anni ha visto un mio essere alpha senza sapere minimamente del mio percorso, però… quella malinconia – forse da beta – nella quale ti sarebbe piaciuto essere a quella giornata come uomo in una coppia, un pochino a fine serata è arrivata e così mi sento solo.

Mi piacerebbe un tuo parere,
Grazie

Che c’è di male nello stare per conto proprio?

Anche io, a volte, mi sento solo. E’ normale e giusto perché fa parte della natura umana, sia che si stia in coppia che da single. Il passo che secondo me va fatto è quello della consapevolezza e accettazione.

Amandosi prima di tutto. Se stai da solo allora puoi diventare un grande seduttore perché significa che ami te stesso e quindi puoi amare e farti amare dagli altri. Non si deve avere paura della solitudine, va accettata come un dono e prova che si può superare.

I momenti di solitudine sono quelli in cui si pensa e ci si mette in gioca, in cui si fa introspezione e si mettono a nudo pregi e difetti. Un beta rifugge la solitudine perché in essa il percorso della seduzione ebooktrova come compagnia solo paure e insicurezze.

Un alfa, al contrario, dice: mi sento solo, perché adesso voglio esserlo. Baglioni cantava:
non c’è solitudine quando si è soli“.

Non dobbiamo focalizzarci su quello che avremmo potuto avere o vivere in una determinata situazione, ma su quello che ci è stato dato.

Il commento qui sopra lo mostra con chiarezza: l’autore ha avuto in dono, grazie al Percorso seguito in questi anni, una giornata da vero seduttore, da alfa sicuro di sé e dovrebbe rallegrasi di ciò e non rattristarsi per quello che non è stato.

20 Commenti

  1. Buonasera Sensei, o Buonanotte, vista l’ora. Prima di congedarmi al sempre caro Morfeo, volevo condividere con te due miei pensieri. So di essere spesso prolisso nello scrivere, per cui cercherò di essere molto stringato.
    1) Con la ragazza di cui ti ho scritto l’ultima volta, quella venuta da me in città a trovarmi, è completamente finita. Ancora una volta l’istinto, come una macchina perfetta, aveva perfettamente intuito tutto il suo comportamento chiuso e freddo e quindi la naturale conclusione di tutto il rapporto. Ho provato a fare dei tentativi, ma non sono valsi a nulla: ho provato a telefonarle una volta lunedì, senza ottenere risposta. Ho riprovato giovedì, ottenendo solo un suo messaggio di scuse per non aver risposto dato che stava lavorando, seguito da un’altra mia telefonata a cui non ha risposto e un’ultimo, inutile, tentativo domenica sera con un messaggio. Zero.
    E’ passata, senza colpo ferire. Avanti un’altra, senza tristezza o maliconia, ma sereno. O meglio, ci ho pensato su: da tutto quel fuoco incredibile che si era creato, che LEI aveva creato e che cominciava a piacermi e ad apprezzare, siamo finiti ad uno zero assoluto. Messaggi e telefonate quotidiane in cui ci scoprivamo e conoscevamo, in cui scoprivamo di avere molte affinità al nulla cosmico. Mi ero sempre chiesto in passato come potesse “finire” (anche se qua di inizio c’è veramente poco) un rapporto quando due si vogliono: così! Aahahah. Se penso a lei so molte cose, forse anche troppe, e lei sa qualche peccatuccio del sottoscritto. Sembrava l’inizio di qualcosa e invece si è bloccato tutto. Ci sta. Ci sta per la distanza e poi perché, pensandoci ora, ha praticamente fatto tutto lei: partita a mille, anzi duemila, con messaggi e chiamate veramente potenti e poi, dopo natale (conosciuta a metà dicembre) sempre meno. Se non avessi rifatto un tentativo io dopo una settimana dalla mia chiamata senza risposta, secondo me sarebbe morta lì prima. So che non serve a nulla ciò che sto per dire, ma penso che questa ragazza appartenga alla categoria di quelle che partono subito forte e poi si freddano nel giro di poco. Vero è anche che probabilmente, essendo lei alla ricerca di qualcuno alla svelta (o questa è la mia impressione ora), non ci ha messo molto a trovare un rimpiazzo del sottoscritto. Stufarsi non credo proprio. A maggior ragione sto imparando la filosofia che non bisogna essere tristi per questo tipo di ragazze. Per concludere, c’è anche da dire che, deciso l’incontro, a 10 giorni da esso, non è che abbia poi fatto molto per tenermela stretta e viva, ma mi sono limitato a qualche messaggio e all’incontro forse mi sono comportato troppo da fidanzato che da animale di seduzione. Andata lei, come andata la napoletana e tante altre di cui nemmeno ti ho raccontato, giustamente. Pazienzaaa!
    2) Veniamo a questo: sedurre le commesse dei negozi. Di ragazze che ci attirano con la loro bellezza ce ne sono molte… Ma ce ne sono alcune che per qualche strana ragione (o meglio, lo sappiamo bene 😉 ) ci attirano di più di altre e si pensa “questa la vorrei proprio conoscere”. In giro non mi capita spesso, e oggi mi è capitato in un negozio di vestiti in centro: una gran bella commessa. Ci siamo scambiati diversi sguardi, intensi anche. Lo sguardo l’ho riscoperto come arma di seduzione non di poco conto: mi è capitato, in più di un’occasione, di parlare con ragazze le quali mi hanno detto subito, durante il primo approccio, che il mio sguardo fosse già chiarificatore delle mie intenzioni e che, su mia imbeccata, se non avessero avuto un primo interesse, non avrebbe continuato il gioco di sguardi e quindi una sorta di richiamo nei miei confronti. Certo, come tu hai scritto pure nel cielo, lo sguardo non centra nulla e solo 3 indizi fanno una prova e via così, però per lo meno se una non ti fila di striscio con lo sguardo sai che, in linea di massima, non puoi contare sul fatto di averla attirata esteticamente o simili. Insomma, volevo andarci a provare… Pensavo che era la prima volta che approcciavo una commessa in un negozio e non sapevo sinceramente come provarci. Più che altro per la situazione: a lavoro, con il capo che magari ti tiene d’occhio e magari presa male per il lavoro stesso. Praticamente lei ha la scusa, magari anche non voluta direttamente, per smontarti tutto quanto in un secondo: “scusa ma sto lavorando e il mio capo mi controlla”, come una volta mi sono sentito dire da una cameriera con cui avevo flirtato tutto il pranzo. Probabilmente questo genere di approccio è più tipico dei pua: attaccare e chiudere in mezzo minuto, con una frase o qualche altra cazzata da loro messa a punto. Così mi sono chiesto: è da “mortaccioni” volerci provare con una commessa mentre lavora? Voglio dire, i pua per me sono un branco di mortaccioni e non voglio di certo essere o passare come uno di loro, ma allora come gestire una situazione così, in cui il margine è ridotto come potrebbe essere una cameriera, una barista, o una ragazza sui mezzi, con le quali hai minuti per parlarci? Se mi dovessi dare un consiglio da solo mi direi di andare lì diretto, con massima sicurezza, e con una frase del tipo “so che stai lavorando e non ti voglio creare casini, ma da quando ti ho vista ho pensato solo di volerti offrire un drink e conoscerti… A che ora stacchi?” prendere un contatto o qualcosa… Magari mentre chiedi questo appoggiarle una mano sul braccio per fare un veloce contatto fisico. Francamente in queste situazioni non vedo altre chance, se non quella di tornare più volte nello stesso negozio (ma qui diventa veramente una cosa troppo impegnativa)… Pareri? Esperienze personali?

    • Come al solito ragioni, ti fai un miliardo di problemi sul nulla perché sei insicuro. Se una ti piace, e almeno ti ha mostrato interesse con degli sguardi (es. commessa), puoi approcciarla proprio perché il suo lavoro è parlare con le persone, poi sta a lei decidere (come sempre). Essere sicuri di sé non significa avere le frasi fatte, ma NON averle e per questo gettarsi nella mischia perché si conosce il proprio valore e non si ha paura di nulla. Ho frequentato alcune commesse, conosciute nei rispettivi posti di lavoro, non mi sono fatto ne problemi ne schemi mentali. LORO hanno la possibilità di stare con un cliente anche venti minuti, perché stanno lì per vendere, non c’è nulla di male. Nelle mie esperienze semplicemente ci parlavo e agivo di conseguenza e ti posso assicurare che se piaci a una ragazza sarà lei a farti capire che puoi forzare un po’ la mano e magari chiedere il numero, o fb o altro. La maggior parte dei pua vanno in bianco, la loro percentuale di successo è bassissima (anche se di solito più alta degli altri), perché se la giocano sui grandi numeri, osano e le loro “tecniche”, anche se a volte un po’ ridicole, danno loro molta sicurezza.

      • Lo sai che hai una fottutissima ragione? E perdona il termine… Mi sono ammosciato come una foglia secca dopo che ho avuto una serie di insuccessi, che poi nemmeno si può parlare di insuccessi a tutti gli effetti. Certo, in alcuni mi rendo conto di essere stato troppo smielato e di essermi fatto andare troppo in comportamenti errati… Possibile che da dicembre ad oggi, abbia baciato ben 7 ragazze diverse e con nessuna si sia evoluta la cosa? Poi la napoletana mi ha dato la mazzata definitiva (o meglio, me la sono data io) e mi sono ritrovato in questo stato attuale, in cui sono insicuro persino sulla messaggistica. Forse avevo tenuto nascosta questa insicurezza dietro alla mia estetica e una finta sicurezza dettata da un abbigliamento sempre elegante e voglia di mettersi in gioco. Quando poi ci sono stati una serie di insuccessi, ecco che sono crollato come una femminuccia. Questo dovrà essere il mio punto di partenza: riacquisire sicurezza e mettersi veramente sempre e comunque in gioco! HO UNA VOGLIA MATTA DI CRESCERE e lo dico veramente con tanta energia!! Ho veramente voglia di superare i miei limiti. Hai ragione su tutto e so tutto. Questo mi fa arrabbiare: so tutto, potenzialmente potrei essere come te e invece mi ammoscio ogni volta. Ho tantissimo su cui lavorare, ma sento di avere momenti in cui ho pieno controllo e massima sicurezza e quelli devono essere non solo momenti, ma quotidianità. Io devo tornare su questo sito a raccontare momenti e situazioni, essere un faro e parlare con te non di situazioni, ma di successi, valutare da solo i miei insuccessi e considerazioni generali. Basta venire qua tutto dinoccolato a chiedere un consiglio su una situazione. Sono grande, semmai chiedere un consiglio su un comportamento. Meno male che mi hai semre spronato e non mi hai mai dato la carota. Meno male che ho sempre una grande voglia di combattere e superare i miei limiti. Io lo conosco perfettamente il tuo commento, la penso esattamente come te! Che senso ha lo schema mentale? L’ho sempre fatto: vedo una che mi piace? Vado e mi butto. Lascio che mi venga tutto spontaneo… Certo, a volte ho sofferto di esprit de l’escalier, altre volte invece mi sono fatto impressione da solo per come avessi condotto la cosa e che pensavo di non esserne capace. “Un passo alla volta, un pugno alla volta, una ripresa alla volta” cambierò e vincerò in questa vita e voglio farlo il prima possibile, con tantissima determinazione. Sono talmente carico che sai cosa ti dico? Nel locale in cui lavoro c’è una hostess che lavora accompagnando i clienti ai tavoli. Mi piace veramente tanto e ogni tanto ci siamo scambiati qualche sguardo. Stasera se è presente, vado, mi presento e ci flirto. Mi becco un richiamo perché entrambi stiamo lavorando? E sti cazzi! Non mi interessa. E sai anche cosa ti dico? Ho voglia di mettermi in gioco e giovedì prossimo torno nello stesso negozio e vado a conoscere la commessa. Anzi, aggiungo che d’ora in avanti, ancora più di prima, quando vedrò una che mi attira tanto, a prescindere dal luogo, ci andrò a provare. Preferisco passare da inappropriato e “morto di figa” in questa società di fighette e mezzeseghe che da educato e triste perché non conosciuta una ragazza. E che cazzo! Provarci sempre e comunque e me ne sbatto il cazzo di quello che pensa la gente di me. Voglio crescere e mettermi sempre in situazioni difficili per superarle e crescere, un po’ come feci per passare una iniziale timidezza che avevo. Pronto a combattere! Sono consapevole che per riaquisire sicurezza e totale sicurezza dovrà passare del tempo e dovrò coadiuvare ciò con successi, ma farò di tutto e sempre con massima energia, affinchè ciò avvenga nel minor tempo possibile. NIENTE PIù LIMITI. NEMMENO IL CIELO.

  2. Ho pensato molto in queste due settimane dai tuoi commenti… Ti ringrazio che tu sia stato così, permettimi e lo dico in senso positivo, rude e crudo nei miei confronti. Ho riletto tutto e sì, penso di aver esagerato e scritto quei commenti in un pieno momento di rincoglionimento da ragazzina piagnucolosa innamorata. Mi sto anche chiedendo e sto cercando di scoprire le cause di tutte quel mio pagnisteo e di come mi sia potuto ridurre a quel penoso livello… Inutile dire che i tuoi commenti già mi avevano portato ad intuire dove sarebbe tirato il vento e come la cosa sarebbe andata a finire. Il lunedì dopo infatti mi alzai sereno e con un’anima meno spezzata. Caso vuole che quella mattina la napoletana mi scrisse: se devo essere sincero ero già rassegnato e non accolsi la cosa con entusiasmo, come è giusto che sia. Difatti dopo alcuni messaggi e una chiacchierata che ci siamo fatti al telefono, lei è sparita e la cosa è finita così. Oggi sono più sereno, ma ho una marea di questioni su cui lavorare… Vorrei ora sottoporti una questione e cercherò di non essere melenso e di sintetizzare il tutto.
    Conobbi a metà dicembre, sempre nel locale dove lavoro, una ragazza 20enne che stava aspettando l’amica: nacque una interazione breve ma divertente. Il giorno dopo, dopo aver scoperto che lei non fosse della mia città, ma solo in vacanza e ad un paio di ore di treno da qua, la rinvitai al locale per cercare di conoscerla meglio: passammo tutta la serata assieme, dove ci baciammo passionalmente molto e passammo entrambi una gran bella serata. Nella prima settimana successiva e oltre, lei fu molto attiva e molto presa, con messaggi quotidiani e chiamate anche di un’ora e più, da parte sua e anche mia, dove cominciammo a conoscerci meglio. Purtroppo, lavorando lei tutta la settimana full time e non essendo vicini al punto tale da vederci la sera, rimanevano solo i week end e, nonostante il forte interesse, saltarono per diversi impegni suoi e non riuscimmo mai a vederci. Nel frattempo la corrispondenza telefonica e messaggistica divenne meno fitta e più rarefatta, fino a quando, nei primi di gennaio, a seguito di una mia chiamata, lei non mi rispose più. Non le scrissi più nulla e lei fece lo stesso: pensai che la distanza e quindi il fatto di non vedersi, avesse fatto il suo gioco ed entrambi ci fossimo persi di vista. Una settimana dopo, settimana durante la quale conobbi la napoletana e tutti gli annessi piagnistei, decisi di chiamarla: non rispose e richiamò lei il giorno dopo. Dopo qualche chiacchiera riusciammo finalmente ad organizzare un incontro: sarebbe venuta lei qua da me in città a stare tutto il giorno; ne parlammo già in passato, anche perché lei appassionata della città dove vivo. Ci vediamo quindi questo sabato e, ovviamente, non la trovo come l’avevo lasciata: appare imbarazzata e spesso ingessata. Cerco di scioglierla, prendendo io solo l’iniziativa e verso mezzogiorno, davanti ad una bella vista panoramica, le prendo il viso e la bacio: ci diamo un bel bacio prolungato, seguito da un bel abbraccio, quasi come avessimo recuperato il tempo passato e il piacere di stare assieme, almeno così l’ho sentito io, era appena tornato. Ammetto però di essere imbarazzato e ancora non sento di volerla baciare con libertà e sprezzo del pericolo, al punto per esempio di tirarla a me in mezzo alla strada e baciarla. La porto a pranzo e dopo andiamo a farci un giro per le vie del centro mano nella mano. E’ però freddina, e ai miei tentativi timidi di bacio si scosta delicatamente dandomi la guancia o lasciando solo che le mie labbra sfiorino le sue. Se posso essere sincero sono confuso: prima si fa baciare e poi si schifa? Forse le fa schifo dopo mangiato o forse non la convinco a pieno… Forse la mia non estrema e totale convinzione… Io intanto le do qualche affettuoso bacio sulla mano e sulle guance. La porto ad un museo, dove la lascio libera di girare senza sentirsi oppressa e, sulle scale mobili, all’uscita, provo a baciarla di nuovo: arretra la testa e mi da due schiaffetti allegri sul viso. Mi sono sentito rifiutato come non mi accadeva da tantissimo tempo. La cosa mi ha destabilizzato, ma ho subito pensato ai tuoi insegnamenti e non ho demorso. Passiamo una buona mezz’oretta di imbarazzo e freddezza, ma poi riprendiamo a scherzare. La riporto in stazione e rimaniamo una bell’oretta in stazione, seduti, a parlare: inutile dire che purtroppo anche qua, l’iniziativa di contatto fisico la prendo sempre e solo io e lei rimane sempre sulle sue, dandomi l’impressione non di fare la preziosa ma di essere semplicemente fredda. Le mie carezze alle gambe e i grattini alla testa, come fatte anche durante il giorno, la sciolgono, ma troppo poco. Dopo qualche risata arriva il momento dei saluti: la bacio sulla fronte e con le mie mani a cingere il suo volto vedo che ora sì che vuole essere baciata, stranamente: ci diamo un bel bacio prolungato e lo termino dicendo scherzosamente che ora che ci eravamo ritrovati non intendevo perderla di vista. Non mi da l’impressione di esserne particolarmente colpita o contenta di questa frase e mi risponde semplicemente che non sarebbe avvenuto ciò. Dopo che mi avvisa che era arrivata a casa, le scrivo che avevo trascorso una bella giornata e lei risponde ringraziandomi per la giornata e dandomi la buonanotte (non vorrei fare lo spaccapalle, ma se prima era tutta un emoji sorridente e cuori, ora mi manda quest’ultima frase con un 😉 e null’altro, segno forse che tanto lontano non ci sono andato con le sensazioni da lei provate e da me percepite…). Mi accorgo stamattina poi che mi ha persino tolto il follow su instagram… Piccole cose, per carità, ma che non hanno fatto altro che accrescere il malessere che già provavo in merito a questo incontro non andato bene.
    L’impressione che ho è che non l’abbia colpita più di tanto. Non so quanto bene o quanto male mi sia comportato da seduttore, sta di fatto che da parte sua non ho mai avuto segnali di contatto fisico e spesso mi ha dato l’idea di chiusura. E’ successo poco e, ripeto, praticamente l’iniziativa l’ho sempre presa io per il contatto fisico e i due pochi, purtroppo, baci che ci siamo scambiati. La distanza a cui lei fisicamente si trova non mi spaventa e non dovrebbe spaventare nemmeno lei, dato che ne avevamo già parlato in passato e da parte sua c’è sempre stata disponibilità a venire e farsi due ore di treno, anche perché a sua detta la rilassa molto il treno. A me, altrettanto, non pesa. Anzi, è capitato che fosse lei a dire nelle telefonate, quando era bella presa, che quando mi proponevo in ottica futura per andare da lei ci potessimo incontrare a metà strada. Ed è ricapitata una cosa simile anche ieri: nel museo mi parla di Roma, la tua bellissima città Sensei. Io non ci sono mai stato e lei mi dice che la devo assolutamente visitare. Le dico di venire con me e fare un week end assieme a Roma e lei accoglie la cosa con molto entusiasmo e si dice contenta di ciò. Peccato che poi, quando dopo poco provavo a baciarla sulle scale mobili si era comportata come ti ho scritto: due buffetti in faccia.
    Ora che ci penso ho anche da dire che io mi sono comportato male: ero consapevole che non l’avrei di certo trovata come l’avevo lasciata e invece mi sono comportato come se fosse la mia fidanzata. ERRORE! Dovevo essere molto aggressivo e sfoderare ancora di più le armi di seduzione, provocarla fisicamente e perché no, trattarla anche male. Invece mi sono comportato come il fidanzatino scemo. Ahi ahi…
    Mi farebbe piacere conoscerla, ma non vedo ampi spazi di manovra. Non voglio e non vorrei fare trascorrere ancora troppo tempo per vederla, per tante ragioni diverse (frequenza con altre persone, come penso già accada) tra cui il fatto di dover ripartire di nuovo da zero. Avrei il piacere e voglio rivederla già questo fine settimana e non mi faccio illusioni dato il trascorso. Pensavo e qui vorrei una tua opinione, di sentirla già domani pomeriggio tardo e poi in settimana per dire che ho voglia di vederla e quindi di andare da lei. Forse è il caso di aspettare martedì per farla cuocere a puntino e magari darle qualche incertezza, per poi risentirla non più tardi di giovedì e proporre l’incontro.

    • Prima mi dici cosa è accaduto, poi fai un’analisi quasi decente e infine ti riproponi come una bimbetta che cerca attenzioni. Tu ragioni troppo, vedi la seduzione come una partita a scacchi dove fu fai tutte le mosse, pure in più di quelle necessarie mentre l’avversario ti guarda imbarazzato. Fai troppo. La tua autostima è inesistente in questo momento, lei ha fatto una prova venendo da te e tu, non contento, hai cercato conferme. Non sei uscito con lei per goderti una bella giornata, ma per avere la certezza di interessarle. Quand’è che per una volta sarai davvero te stesso fregandotene delle sue reazioni? Troppo melenso, dici cose da filmetto rosa che non trasudano sincerità, ma insicurezza, es: Non voglio e non vorrei fare trascorrere ancora troppo tempo per vederla, per tante ragioni diverse (frequenza con altre persone, come penso già accada) tra cui il fatto di dover ripartire di nuovo da zero.
      Ma rileggila bene sta cosa che dici, fa cadere le palle. Se va con altri sono cazzi suoi, a te non te ne deve fregare nulla.

      • Sì, in questo momento la mia autostima è molto bassa… All’inizio pensavo e penso che sia per il fatto che non riesca a concludere nulla di buono con le femmine, ma tra me e me penso e dico che ci stia, che sto frequentando solo le femmine che vengono nel locale dove lavoro, che le ultime con cui sono stato sono tutte e dico tutte turiste venute in città per divertirsi e che quindi ci sta che la cosa finisca lì, come ci sta che nel locale si venga a creare un’atmosfera talmente particolare da poi non riuscire a portarla fuori. Poi sanno che lavoro in un locale dove girano tante belle femmine ed è normale che possano prendere le distanze da me… La ragazza in questione, per capirci, mi ha subito chiesto il motivo per cui fossi andato a parlare con lei quando “avevo tutto il locale a disposizione”. Penso a questo con razionalità e mi tranquillizzo momentaneamente, ma poi ritorna una maledetta insicurezza che mi assale… Persino non avere nemmeno le idee chiare se scriverle oggi o domani a questa ragazza. E’ una situazione che mi pesa parecchio.
        RAGIONO TROPPO. E’ da quando ti conosco che mi dici SEMPRE la stessa cosa e io sempre ragiono troppo. E come un minchione me ne rendo conto ma non riesco a stopparmi… Sono rimasto troppo incatenato con il discorso delle tempistiche, al farsi desiderare e queste cose! Ogni volta penso: vorrei scriverle, ma non voglio essere troppo oppressivo e finisco che mi tartasso ponendomi dei paletti che mi impediscono di scriverle. Ma forse il problema è a monte! I paletti non dovrei piantarmeli, ma dovrebbero semplicemente fare parte di me: se mi pongo dei paletti vuol dire che sono insicuro e oppressivo, che non sto prevenendo questa situazione, ma che ogni volta mi trovo che la devo curare. E’ SBAGLIATO CAZZO!! Una volta me ne strasbattevo e scrivevo quando volevo e come volevo: tanto se a una piaci, un tuo messaggio, forse anche troppo ravvicinato non può che fare piacere, mentre se non gliene frega nulla, anche se becchi la tempistica perfetta, dubito tu possa scatenarle così tanto interesse da recuperare quello che NON c’è stato in un incontro… E lo facevo perché ero sicuro dei miei mezzi. Ora invece sono qua che dico: scrivo oggi o scrivo domani, senza nemmeno capirci troppo su come agire e lo hai detto anche tu, autostima inesistente. Scrivo oggi dandole l’impressione di essere preso o aspetto domani per farla cuocere a puntino? Ma che domande da imbecille sono queste?
        Che coglionazzo di prima categoria, a cercare inutili conferme della malora… Venuta qua da me e io a cercare sempre una conferma da lei, forse mettendole addosso anche una strana pressione. “Quand’è che per una volta sarai davvero te stesso fregandotene delle sue reazioni?” Me lo chiedo anche io… Ogni santa volta a studiare il dettaglio per carpire, come uno maledetto robot, ogni cosa. E ogni volta puntualmente che vengo qua e scrivo: non sono MAI E DICO MAI contento di come mi sono comportato e, anche ora, sulla base di quello che ho fatto e non ho fatto, se non riesco a concluderci nulla me lo merito… Non mi sono goduto per un cazzo la giornata, perché sono tornato a casa prendendo solo il peggio di questo incontro, perché non me lo sono goduto. Triste e abbattuto. Non sono tornato a casa pensando ad una bella giornata, ma a quello che non c’è stato e non ho fatto. Sono tornato a casa pensando: questo incontro è andato male… Un altro avrebbe potuto dire: ma che vuoi, baciare vi siete baciati e ancora sei qui che sei deluso? Sì, perché mi sono focalizzato come una bestia sui dettagli e sul suo comportamento e non sono nemmeno riuscito a scaldarla più di tanto. Io voglio imparare a fregarmene delle reazioni degli altri e voglio che siano loro a dovermi conquistare e non il contrario, sempre ad inseguire! “Troppo melenso, dici cose da filmetto rosa che non trasudano sincerità, ma insicurezza” Come hai ragione, come hai ragione… Ma cosa cazzo centra se frequenta altre persone? Che me ne deve fregare a me se frequenta altre persone? Io sono il primo che dopo di lei sono stato con altre 4 ragazze (quando le comunicazioni diminuirono) e allora? Lo fai tu e non può farlo anche lei? Che sei diventato geloso? No, forse solo un minchione! Fai veramente cadere le palle! E’ normale che all’inizio ci si frequenti anche con altri, ma tu devi andare dritto per la tua strada e strasbattertene i coglioni! SVEGLIA!! Ora, mi devo fare un favore: tirare fuori questi coglioni e andare dritto per la tua strada: vuoi scriverle, le scrivi! Vuoi chiamarla? La chiami! Dovesse finire che non riesci a rivederla? Amen. Hai avuto una bella opportunità e ti sei comportato male. Impara dagli errori e cresci. Tanto oramai con questa la strategia conta poco: lei sa che la vuoi ma tu non hai capito se lei ti vuole. E chissenefrega. Io devo agire e stop. Devo imparare a prenderle con meno impegno e più gioco queste cose: è tutto un gioco. Non va? Cerca di capire cosa non è andato e migliorare, ma non fartene un cruccio! Va? Bene, ma non dare per scontato nulla.
        Da quest’ultima frase, è passata un’oretta buona e mi sono riletto alcuni tuoi articoli tra cui questo: “La seduzione secondo una donna.” MAMMAMIA! Me lo ero dimenticato! SICURI DI SE, SEMPRE E PER SEMPRE, SPREZZANTI DEL PERICOLO! E CHISSENEFREGA DI UN SUO RIFIUTO! UN ALFA VA DRITTO PER LA SUA STRADA E AGISCE PERCHè VUOLE AGIRE, NON AGISCE IN FUNZIONE DELLA FEMMINA DI TURNO! Oh, ne avevo veramente bisogno! Ora ho voglia di sentirla e questa sera le manderò un bel messaggio! Dovesse finire male? Imparerò dalla mia non leggerezza e dalla mia insicurezza che così si finisce sempre male… Dovessi riuscire a vederla una seconda volta? Saprò come VOGLIO comportarmi e come mi devo comportare da UOMO!

  3. Ciao Sensei e Buon Anno. E’ trascorso molto tempo dal mio ultimo commento, quando, se ricordi, presi una bella sbandata per la ragazza immagine del locale in cui lavoriamo entrambi. Grazie ai tuoi commenti capì di come lei mi stesse prendendo in giro e quello fece scattare in me una reazione di totale indifferenza. Ti scrissi di come lei ricercò un contatto e di come io vacillai a questa sua semplicissima mossa. Per mio impegno, tuo e aiuto esterno (altre femmine) andai avanti e me la sono dimenticata alla grande, provando addirittura un senso quasi di disgusto ogni volta che la vedo (ancora adesso) nel locale.
    In questo quasi mese e mezzo senza scrivere ne sono successe di ogni colore… Ho avuto un apparente crescita personale condita da una serie di minimi successi (sì perché baciarsi con 5 diverse ragazze nel locale in cui lavoro, senza riuscire a finire a letto con nessuna di esse è ben lontano dall’essere un successo da annoverare, anche se, ripensando a come ero conciato a settembre, post ex fidanzata, questo è stato un grande passo in avanti). Tutto fino a oggi, dove penso di aver toccato uno dei miei minimi storici in fatto di crescita, o meglio, decrescita personale.
    Sono un fiume in piena e sento che l’unico che può veramente illuminare nuovamente il mio percorso sei tu. Lontanissimo in questo momento dall’essere alfa, quanto mai così tanto vicino dall’essere un beta.
    Partiamo da mercoledì 3 gennaio: completamente furibondo con il genere femminile per una serie di eventi in cui mi ero reso conto di essere stato utilizzato come rimpiazzo momentaneo, con complice ultima una ragazza russa che il lunedì mi aveva fatto vedere letteralmente il seno e mercoledì usciva con un altro.
    Ero arrivato al locale dove lavoro furibondo con il mondo femminile e deciso a diventare quanto mai il più stronzo sul pianeta terra. Ero inutilmente accecato da questo odio che l’universo, probabilmente accortosene, aveva deciso di mettermi di fronte lei: 18enne napoletana nella mia città in vacanza fino ad oggi. Mi ero fiondato su di lei e dopo poco eravamo lì che ci baciavamo passionalmente. Passiamo così tutta la serata, con lei che dava retta solo a me e la sua amica completamente sola e separata da noi. Molta passione nei nostri scambi, mano nella mano. Riaccompagno la mia a casa, mentre la sua amica veniva riaccompagnata da un altro, e durante il tragitto amoreggiamo ancora assieme. Avevo provato ad andare oltre ma niente da fare. Alla fine comunque ero ritornato a casa alle 7 del mattino, contentissimo come non mai in vita mia: non avevo mai provato tutto questo turbinio di emozioni in un primo incontro: i suoi morsi passionali, il sapore delle sue labbra, il suo modo di cercare le mie di labbra, il suo modo di guardarmi erano spettacolari. Lei era spettacolare. Delle sensazioni veramente fortissime, come mai prima in vita mia. Durante la serata le accenno che avrei voluto portarla fuori a pranzo il venerdì e accetta molto volentieri. Le dico anche che mi avrebbe fatto piacere fare di nuovo una serata con lei, e ci accordiamo subito per la serata dopo. La sera dopo salta per una serie di ragioni, ma eravamo rimasti d’accordo per il pranzo del giorno dopo. Ieri mattina sento l’amica (purtroppo la mia aveva il telefono in riparazione e quindi dovevo passare per l’amica) e mi dice che la mia mi avrebbe scritto una volta svegliatasi. Non si fa sentire. *** Quello che sto per scrivere ora potrebbe essere esagerato, tu stesso potresti identificarmi in un modo molto basso, ma questo mi è successo e questo ora mi sento: sono scoppiato in una serie di pianti sul fallimento con lei e sulla mia misera vita. Ancora ora scrivo che mi scendono delle copiose lacrime sul viso. Perché non riesco a concludere nulla nella mia vita? Perché anche con lei ho sbagliato? Forse sono stato troppo pedante e non avrei dovuto espormi così, avevo pensato… Il sapere che lei sarebbe ripartita subito il sabato mi ha spinto ad espormi molto per lei. Avevo pensato che non mi sarei potuto permettere di fare passare almeno 2 giorni: il rischio di sentirla già venerdì e non vederla era alto, ma sapendo che poi giovedì non potevano proprio loro fare serata, è ovvio che il pensiero che ne scaturisce è più semplice… La mia voglia di vederla e il suo tempo limitato, cozzavano con il mio normale modo di agire e di attendere prima di farsi sentire, al punto da risentirla subito il giorno dopo… Il fatto di non rivederla e quindi di aver fallito con lei mi aveva spezzato l’anima e, come non mi è mai capitato in passato, sono scoppiato più volte in un pianto a dirotto di qualche minuto… Non mi do per vinto e provo a chiamare la mia verso sera, sapendo che avrebbe recuperato in giornata il telefono. Mi scrive lei dopo un’oretta circa, scusandosi per non essersi fatta sentire e dicendosi dispiaciuta del pranzo saltato. La chiamo e mi dice che si stanno organizzando la serata. Mi riscrive dopo e mi dice che dati una serie di problemi non sarebbero venute. Mi espongo, come già fatto durante la telefonata, dicendole che ci tenevo molto a vederla e che sarei andato io da lei, pur di vederla. Forse questo è stato il primo errore, di una serata maledetta, in cui ho perso tutta la razionalità del seduttore e mi sono comportato in un modo infimo e disgraziato. Secondo anzi, dopo forse l’eccessiva pedanza. Ad ogni modo, non si fa sentire e verso l’una mi chiama dicendomi che è fuori dal locale. Non ci potevo credere. Come un bambino il giorno di natale, quando la vedo sono una bomba di felicità. Mi capita almeno 2 volte di dirle di essere molto contento che lei era venuta: l’inizio di una serata da ragazzino 16enne innamorato. Dopo poco che sono con loro, l’amica mi dice che sono stato leggermente pedante e che se la voglio conquistare, il segreto è non essere pedante e che non dovevo scriverle, come invece a sua detta avevo fatto: lo vedi che allora il mio istinto, in quel rincoglionimento, stava dando segnali giusti? Lo vedi allora che farsi desiderare è un’arma fottutamente potente? Cerco di rispondere con battute. Nel frattempo con la mia qualche bacetto ce lo eravamo dati, ma la vedevo un poco distaccata e stanca, come da lei confermato e ci tiene in un paio di occasioni a farmi sapere che, dato che mercoledì eravamo stati tutto il tempo assieme e non aveva dato retta all’amica, essendo quella di ieri sera l’ultima sera qua in città, voleva rimanere di più con l’amica. L’amica intanto mi diceva di farmi sotto. Che cosa fare? Ho preso e le ho lasciato il suo spazio. Che altro avrei dovuto fare? Sentivo però di stare perdendo l’imbarcazione e la cosa mi spaventava… Anche gli altri ragazzi con cui parlavo lo stavano notando che non ero me stesso. Non riuscivo a calmarmi ed ero molto agitato. Avevo paura di perderla: la paura, una mina che sgretola qualsiasi certezza. Stavo in uno stato che ad ora ancora non riesco nemmeno ad identificare: completamente rincoglionito. Ogni tanto passavo a fare un saluto e dare qualche affettuoso bacio sul viso e sul collo. La serata va tra varie situazioni, ma la via la vedo sempre abbastanza sulle sue, con lei che poche volte si concedeva. L’ho sentita molto diversa da mercoledì: a tratti a fatica mi sorrideva durante la serata e la sentivo distaccata. Poche volte è capitato che fosse calda, ma per il resto era sempre sulle sue. Forse il mio comportarmi la stava allontanando da me. Ho dato poi sfoggio ad un attacco di gelosia quando ho visto che un uomo che conoscevo, faceva un tantino il furbo con lei e aveva messo il suo braccio intorno alla vita della mia: l’ho fulminato con gli occhi e la mia se ne era accorta, tanto da chiedermi con simpatia se fossi geloso… Lei poi, capito ciò, credo si sia messa apposta a fare la stupidina con gli altri, perché mi guardava e mi sorrideva mentre stava con altri uomini. Io ho fatto lo stesso, tanto da generare in lei la reazione di andarsene a ballare in pista da sola, senza l’amica: lì uno ci provava e non ti nascondo che in quel momento ero molto infastidito, mentre intanto parlavo e scherzano con altre. La vado a prendere e ci sono stato un poco insieme: baci in mezzo alla pista da ballo non me ne voleva dare, ne tanto meno voleva essere presa da me. Mi limitavo semplicemente a ballarci assieme: la sensazione è che, dato che uno che conoscevamo tutti noi aveva fatto il mercoledì delle foto di nascosto a me e lei e gliele aveva fatte vedere, lei si fosse vergognata e, tra le altre cose per come già era venuta (litigato con il nonno, partenza prossima, stanca e valigia da fare), questo avesse contribuito ancora di più, oltre ad un mio comportamento forse appiccicoso ed errato; quello che volevo fare era passare la serata con lei, tutto qua… Poi aveva litigato pure con una ragazza: aveva ragione la mia e da napoletana le era venuto il sangue verace, al punto da essere scortese anche con me, che cercavo invano di calmarla con affetto e simpatia. Quando poi mi sono incazzato io e ho preteso che l’altra le chiedesse scusa, la mia si è calmata ed è tornata a certi livelli. Andiamo a sederci fuori e ci scambiano un po’ di affetto. Ci prendiamo dentro giocosamente e ci separiamo. La riprendo a fine serata, con lei e l’amica che mi ero detto disposto ad accompagnarle a casa. Durante tutto il tragitto sono rimasto con la mia mano nella sua e le dita incrociate e le accarezzavo le gambe. Arrivati, siamo rimasti in macchina solo io e lei e per la seconda volta durante la serata si era lasciata andare e ci stavamo baciando veramente con passione. Per poco però. Ci abbracciamo. Lei mi dice che se ripasserà per la mia città mi avrebbe scritto (frase di circostanza) e io ho detto la medesima cosa (tra le altre cose, la prima volta che ci eravamo sentiti ho detto un’altra bella cazzata: che da pazzo sarei potuto magari andare a trovarla giù a Napoli, con lei molto stupita in un suo “addirittura?” e che io che ho cercato di scherzarci su…) Ci salutiamo con un abbraccio e un bacio e via.
    So che forse è tutto ingiustificato, ma sono un uomo distrutto Sensei. Mi manca da pazzi, ma veramente da pazzi. Lei come nessun’altra. La voglio. Sono consapevole dei miei errori schifosi, ma ero completamente spiazzato dal suo comportamento e dal mio cuore che si era sostituito al cervello e all’istinto. Come mi ha detto mia madre, un 16enne innamorato.
    Quello che avevo e ho sentito per lei… Mai come per nessun’altra, mai! Nemmeno per la mia ex storica. Nemmeno alla fine del nostro rapporto… Forse, nella mia limitatissima esperienza, il mio primo vero e proprio colpo di fulmine e sto reagendo come un ragazzino innamorato di 16 anni… Qualcosa in grado di renderti debole e forte allo stesso momento. Ripensavo alla prima sera e scoppiavo in un pianto sincero e onesto, come un bambino nella sua purezza d’animo. Ripenso a lei e piango ora. Perché mi sono comportato come un coglione innamorato geloso? Piango anche perché penso di averla persa per il modo in cui mi sono comportato: ho agito come qualcuno di oppressivo a tratti, che voleva instaurare una relazione duratura con lei, una 18enne! Il peggior diserbante per una relazione di qualsiasi tipo. Lo sappiamo tutti che farsi vedere in questo stato è l’antiseduzione, specie per una ragazza di 18 anni. Spero per lo meno di aver limitato in parte il tutto. Certo, anche lei è venuta diversa e a tratti mi sembrava di avere a che fare con una persona diversa: ma possibile che sia arrivata così anche per la mia eccessiva pedanza? Mi verrebbe da rispondermi di sì.
    Sensei è una condanna pesantissima questa: mi brucia tutto dentro dal dolore, sto soffrendo come un animale. Quello che ho sentito per lei, quello che ho provato per lei non lo voglio perdere, non voglio perderla. Perché questa condanna, che cosa ho fatto di male?
    Non ho giocato bene le mie carte di seduzione, ne sono perfettamente consapevole e questo probabilmente mi condannerà a dovermela dimenticare. Sono pronto, oggi stesso anche, ad andare da lei a Napoli e conquistarla. Per il dopo si vedrà, non mi interessa.
    Voglio provare a fare un tentativo, prima di dimenticarmela una volta per tutte: provare a telefonarle lunedì sera e proporle di andare a trovarla giù da lei a Napoli in settimana. Sì, so che potrebbe essere una pazzia, ma sento più di ogni altra cosa che voglio vederla e se questo significa andare a Napoli sono pronto. Ho parlato di tutto questo anche con 2 amici fidati e non ti nascondo che, silenziosamente, sono scoppiato in lacrime al telefono anche con loro. Tu, dall’alto della tua esperienza, so che leggerai tutto questo e avrai l’orticaria, come magari io tra un paio di anni, ma ti posso garantire che i miei sentimenti in questo momento sono fortissimi per lei, talmente forti che potrei imprimerli nella pietra più dura. Non è scopare, te lo posso garantire. E’ lei. Sono così sbagliato? E’ così sbagliato arrivare a giocarsi così tanto per una persona da poco conosciuta?

    • Quanto rompi i coglioni.
      1. Hai incontrato una che ci sa fare a letto/simili. A dimostrazione che hai poca esperienza, ti sei fatto irretire dalle sue doti amatorie non di certo da altro, quindi è solo attrazione fisica, ma tu sei così ottuso da non volerlo ammettere.
      2. Non sai cosa sia la leggerezza, anche se la sbandieri tanto, perché sei insicuro. Dico spesso di lasciar fare l’universo, forse non hai proprio capito un cazzo. Voler controllare tutto non è da beta, ma da imbecilli.
      3. Ma che cazzo g’hai da piangere? Che farai (spero non accada) se ti dovessero capitare le vere sfighe della vita?
      4. Sembra che per te esista solo la figa, ma un hobby, un interesse o altro proprio no? Non riesci a stare 3 mesi senza far finta di innamorarti di un bel culo?
      5. Sei giovane e scrivi come se fossi un quarantenne fallito? Hai avuto più esperienze di molti adulti che conosco e ancora non ti basta? La vita non è una gara, non è aggiungere e fare cose per il proprio ego ferito.
      6. De sta napoletana ce ne sono a milioni in giro, ragazze che amano il sesso e sanno come farti eccitare. La prima fa questo effetto, poi ti renderai conto che la maggior parte hanno solo quella come dote.

      • Ho poca esperienza, sì lo so e ne sono consapevole. Mi sono svegliato tardi nella conoscenza del mondo femminile e qualche limitata esperienza l’avevo anche fatta, prima di fermarmi 2 anni e mezzo con la mia ex. Io ho sempre detto che tutto quello che scrivi è quanto di più giusto e sincero io possa sentire: ancora io non sono in grado di potermi “aiutare” da solo in certe situazioni.
        1. Dici che mi sia fatto irretire, che la mia sia solo attrazione fisica. Perché tu riesci ad ascoltare questo di me e io non ne sono in grado? Perché non riesco a razionalizzare questo? Abbiamo parlato e da quello che ho potuto appurare è una ragazza abbastanza intelligente. Durante la serata ci siamo anche conosciuti meglio, ma sicuramente dirai, giustamente, che non è sufficiente per potersi dire innamorati della persona nella sua interezza. Che questa è solo una potentissima infatuazione. Sicuramente direi anche io lo stesso se qualcuno mi esponesse questa situazione… Ma perché allora mi sento così? Come se avessi perso qualcuno di veramente speciale? Perché con le 4 precedenti ragazze, alcune delle quali mi piacevano veramente tanto, fisicamente anche più di questa, e con le quali ti posso garantire abbia fatto lo stesso tipo di serata, se non meglio, non è scoccata fino a questo punto la scintilla? Tu dici che lei è stata più “dotata” delle altre: forse hai ragione. Ma perché sono così rincoglionito? Sono così tanto 16enne innamorato o capita anche a te? Perché mi sento follemente preso da lei?
        2. Sì, con lei mi sono sentito insicuro. Lo urlo anche al cielo: AVEVO PAURA DI NON POTERE PIù VEDERLA. Ok? Mi sono sentito così. Un INSICURO infimo. E questo è successo da venerdì mattina, quando lei non si è più fatta sentire e fantasmi passati sono saltati fuori. Ora che oramai non ho più nulla da perdere, posso dire che ci stava che lei non si facesse sentire e che venerdì sera non avrei dovuto chiamare prima l’amica e poi lei. Che non mi sarei dovuto comportare nel locale a quel modo. Preso da una fottuta insicurezza. Imbecille e anche beta aggiungerei: un alfa non è insicuro. Non so quante volte mi hai detto che voglio controllare sempre tutto e ancora non ci ho capito un cazzo. Che devo lasciare fare all’universo. Ti prego, spiegami in un modo diverso ed elementare come io in questa situazione abbia voluto controllare tutto: dimmelo chiaro e spiccicato. Perché sono asino, lo ammetto, ma non capisco a cosa tu ti riferisca: alla serata o a quello che successo nel sentirle? Voglio capire una volta per tutte che cosa in questa situazione avrei dovuto fare. Non prendermi per stupido, ma se continuo a commettere questo errore vuol dire che non l’ho capito. Sii il più chiaro possibile, per favore. Sarei dovuto essere meno oppressivo durante i contatti e la serata? Avrei dovuto lasciare fare a lei?
        3. Piango perché sono fatto di merda, ecco perché. Piango perché non riesco ad essere l’uomo che vorrei essere. Piango perché vedo scivolarmi dalle mani ciò che vorrei e sempre per miei errori. Piango perché sono un coglione di prima categoria che riesce sempre a rovinare tutto. Piango perché sono uno stronzo che si affeziona come non mai, perché ogni tanto mi piacerebbe condividere pezzi della mia vita anche con altre persone. Non piango perché sono solo, ma piango perché sono pieno di limiti che mi allontanano dalle persone a cui mi affeziono. Perché con questa ragazza non mi sono comportato bene al punto da essere triste solo perché lontana da me? Piango perché so di avere sbagliato con lei cose che sapevo e che questo probabilmente l’ha allontanata da me. Scusami Sensei, scusami se mi sfogo qua con te. Mi scuso di non essere un essere un buon allievo e di non darti delle soddisfazioni come altri utenti. Mi scuso di non capirne un cazzo. Mi scuso anche con me stesso, per tutto. Piangevo anche quando salutavo la mia ex ragazza dopo 3/4 giorni assieme perché avevo passato dei bellissimi momenti e non volevano che finivano. Piango perché questa ragazza mi ha veramente emozionato e chissà quando potrò provare di nuovo queste emozioni.
        4. Questo è un altro dei miei grossi problemi e limiti: completamente infatuato dalle femmine. Nel modo più totale. Lo sai, me lo hai già detto a settembre. E’ una cosa di cui ho sempre voluto parlare con te più approfonditamente, così come mie altre debolezze, come ti scrissi già in uno dei miei vecchi post. Te lo riproporrò più avanti…
        5. Io voglio diventare un maschio alfa Sensei. Voglio diventare un uomo. Voglio recuperare più esperienze possibili, conoscere nuove persone, voglio fare cose che con il tempo e l’età poi potrei non fare più. Io voglio raggiungerti. Questo è uno dei miei più cari e sentiti obiettivi attuali: diventare un maschio alfa. Diventare un UOMO.
        6. Forse hai ragione, forse è così. Anzi, sarà sicuramente così. Magari tra una settimana sentirò meno il peso della sua partenza e della sua non presenza, al punto da superarlo. Ma ad ora, se potessi scegliere una donna, una donna soltanto, scegliere lei. Imparerò con il tempo, è sicuro. Magari poi conoscendola meglio mi stuferei, chi lo sa… Ma io voglio provare a fare la mia mossa, prima di dimenticare, prima di doverla lasciare andare una volta per tutte. Penso sia giusto dopotutto provare a fare una mossa. Io non ho aspettative, sono già praticamente rassegnato dal mio comportamento privo di significato e seduzione avuto con lei venerdì. Se lei dovesse vedermi come una macchietta nel suo percorso non ne sarei stupito: le lacrime versate sono state versate anche su questo. Sul mio fallimento con lei legato al mio modo di comportarmi. Ti ho detto che avrei agito lunedì con una chiamata: forse è il caso che non mi faccia sentire prima di martedì/mercoledì pomeriggio con una prima telefonata preparatoria. Ho pensato che forse saltarle subito alla gola chiedendole cosa ne pensa se andassi giù da lei non sia la mossa migliore. Sarebbe meglio prima prepararla e poi chiederglielo. Dopo tutto mi ha detto l’amica che sono state pedante e la mia che non devo essere geloso: in questo caso aspettare una seconda telefonata prima di chiederglielo penso possa andare bene. Che ne dici di questo mio agire?

        • A parte che devi capire che il mio tempo ha un valore, martellarmi per sfogarti come una ragazzina è irrispettoso nei miei confronti. Detto ciò ti sottolineo una frase: Ma io voglio provare a fare la mia mossa, prima di dimenticare, prima di doverla lasciare andare una volta per tutte. Penso sia giusto dopotutto provare a fare una mossa.
          Da questa si evince chiaramente che tu NON vuoi capire. Essere alfa significa anche lasciar andare e vedere cosa accade perché si ha la certezza di aver vissuto le cose appieno. Io ormai non so più cosa dirti: non sono uno psicologo e il mio lavoro anche se è “gratuito” ha un valore. Non lo spreco per chi non vuole ascoltare. Non segui i miei consigli? Giustissimo, mica sei obbligati e io potrei anche sbagliare. Però poi non puoi scrivermi papiri piangendoti addosso. O l’una o l’altra. Piangere è normale. Nessuno è davvero un alfa. Non devi tentare di assomigliare a nessuno, ma diventare la migliore possibilità di te stesso. E confermo, questa è solo brava a letto (o a livello di baci ecc), tu di lei non sai nulla di nulla però ami farti i film e sognare chissà quali idiozie. La felicità sta in se stessi, non va delegata agli altri.

  4. Per me adesso sento che lei mi piace non solo per l’ aspetto fisico ma anche per alcune sue particolarita’ e nel modo di porsi. Un po’ ho conosciuto questa persona, so quello che fa nella vita e come la pensa, so cosa le da fastidio del mio modo di pormi nei suoi confronti. Poi le ho detto che mi piacerebbe continuare a conoscerla ma in totale liberta’ perche’ sto bene anche da solo. Non credo che dopo 2 settimane l’ avrei mollata, queste sensazioni che sento con alcune ragazze ( poche a dir la verita’) durano nel tempo. Da quando ha detto che si sentiva a disagio sono stato molto delicato con lei. Le ho inviato l’ amicizia su fb ed in realta’ ho anche il suo numero perche’ hanno creato un gruppo su watshapp. Il mio intento e’ cercare di conoscerla di piu’ e poi si vedra’.

  5. Buongiorno Sensei, questo commento per me sara’ un po’ difficile da scrivere perche’ mette a nudo i miei limiti e la mia vulnerabilita’. Ho sempre pensato che chi mostra troppo la sua parte piu’ fragile ed emotiva sia un debole specialmente se lo fa un uomo. In realta’ grazie ad un corso che ho fatto ho capito che ci vuole una forza incredibile per lasciarsi andare ma questo ti espone a molti rischi e percio’ si ha paura di soffrire se si viene rifiutati perche’ ci colpisce nel profondo.
    Ho avuto modo di conoscere in questi 4 giorni di corso molte persone dove ho migliorato tantissimo, a detta anche di una mia amica, la mia parte emotiva. Ho provato a sedurre alcune ragazze ma dal secondo giorno una ragazza in particolare ha colpito di piu’ la mia attenzione. Questa ragazza si chiama Clara e faceva parte del team dei collaboratori. La prima volta che ci siamo incontrati mi stava dando tutto il materiale per il corso e c’ e’ stata subito un’ intesa nel flirtare. Da lì in avanti l’ ho conosciuta e fatto contatto fisico da lei ricambiato: ci siamo abbracciati, lei mi sfiorava e toccava volutamente e mi veniva a dire le cose ad un centimetro dalla mia bocca e dal mio orecchio, le ho dato un bacio sul collo con il braccio dietro il suo fondoschiena e lei ha accettato ricambiando con carezze sul braccio e dicendo: “allora non sei proprio un duro” frase a cui io ho risposto: “chi ha mai detto di esserlo?”
    Comunque ho fatto molto contatto fisico con lei. Il terzo giorno decisi di provarci. Pur avendo avuto 4 giorni i momenti in cui potevo interagire con lei erano pochi, pausa pranzo e cena, poi su oltre 500 persone era difficile trovarla. Non e’ un caso che almeno faceva parte del nostro gruppo. Comunque il terzo giorno lei ed una sua amica stavano andando nella sala mensa, allora io ho approfittato per approcciare entrambe, presentarmi all’ amica e dirle che gliela rubavo qualche minuto. L’ ho presa delicatamente per il polso e siamo andati in disparte. Qui mi sono fatto prendere troppo dall’ entusiasmo e sono stato troppo diretto. Le ho fatto qualche commento sul corso, poi le ho detto: ” dammi la mano” e senza aspettare la sua risposta gliela prendo io dicendo, e qui mi sono proprio impappinato ahah, che questa e’ la linea del rimorchio, mentre volevo dire ” ritardo ” ironicamente e infatti poi mi sono corretto ma lei ha cominciato a chiudersi e li per li non l’ avevo capito bene ed ho insistito anche fisicamente fino a che lei mi ha detto che non le piace essere toccata così, mi ha detto che e’ fidanzata ed io ho risposto ironicamente poi capendo che non era piu’ il caso in quel momento l’ ho salutata andandomene. Ho sbagliato in quella situazione. Tanto e’ che lei l’ ha detto al suo collega collaboratore e mio coach che poi e’ venuto da me a riferirmelo facendomi capire che ho sbagliato e che l’ ho messa veramente a disagio dicendo anche che dovevo andare da lei a chiedere scusa. Io ho esposto le mie idee ed ho opposto resistenza all’ inizio, poi ho capito che veramente era il caso di andare da lei per scusarmi e mi stavo solamente difendendo per non vedere la realta’, penso che un maschio alfa avrebbe fatto lo stesso. Quindi appena finito di pranzare l’ ho vista da sola( credo che mi stava aspettando ), mi sono avvicinato a lei chiedendole se potevo parlarle un attimo. Li’ mi sono lasciato andare chiedendole scusa e dicendole che non intendevo metterla in difficolta’ ed a disagio e che mi dispiace. Le ho spiegato che questo mi succede solo con persone che mi interessano di piu’ e che sto lavorando su questo mio difetto di essere troppo diretto. Ho notato dai suoi occhi che si era un po’ emozionata, ha fatto un cenno di sorriso ed ha detto la sua dicendomi che va bene e che devo lavorare sulle mie credenze, dopo di che c’ e’ stato un attimo di silenzio in cui ci siamo guardati negli occhi e lei ha aperto le braccia per abbracciarmi è ci siamo abbracciati.
    Pero’ dopo questo evento ho notato che lei si era raffreddata nei miei confronti e non veniva piu’ da me. Ho pensato che mi stesse testando e che dovevo persistere e provarci fino alla fine qualunque cosa dovesse succedere. Non mi importava di essere rifiutato e non volevo avere rimpianti anche se potrei soffrire molto per questa persona che per me non e’ soltanto attrazione fisica. Mi piacciono i particolari di questa ragazza, il suo modo di parlare e i suoi modi di fare, non e’ una bellissima ma a me piace sinceramente.
    Tornando a noi, dicevo che non mi sono perso d’ animo e ho fatto un patto a me stesso di essere determinato in ogni situazione indipendente da come dovesse andare. Cosi ho cominciato a riprovarci con piu’ delicatezza cominciando dall’ inizio l’ escalation di contatto fisico. Vedevo che lei era piu’ sfuggente rispetto a prima ma comunque sia accettava lo stesso il contatto. L’ unica volta che lei e’ venuta da me dopo quell’ evento in cui mi sono scusato e’ stato l’ ultimo giorno quando mi ha chiesto se avessi scritto delle cose su un foglio ed io per non risultare scontato le ho detto di no e che lo facevo a casa per poi ignorarla parlando con altri. Sempre l’ ultimo giorno sono arrivato ad abbracciarla di nuovo davanti un suo collaboratore con cui stava parlando, abbraccio che lei ha accettato. Ultimo evento e’ stato alla fine del corso quando le ho chiesto se potevo parlarle un attimo e lei con una scusa stava per andarsene ma io prendendola per il braccio le ho detto che volevo dirle una cosa e anche in quel momento mi sono lasciato andare e le ho detto che per me lei e’ una persona molto passionale e veramente sensibile ed evoluta. Che non si trovano facilmente persone cosi’ e che mi farebbe piacere continuare a conoscerla dicendole di sentirsi totalmente libera perche’ io sto bene anche da solo.
    A queste parole ho visto dai suoi occhi che si e’ un po’ emozionata e mi ha detto di inviargli la richiesta su fb dicendo che andava bene tra istruttrice e allievo alche’ le ho detto che va bene con una battuta dopo di che ci siamo abbracciati per salutarci definitivamente.
    Ora, stasera inviero’ la richiesta d’ amicizia su fb, ma cosa mi consigli di scriverle per incominciare la conversazione? In generale come sono andato ?
    Grazie del parere.

    • Il fatto che fosse fidanzata è il vero problema, lei non poteva essere se stessa e si sentiva probabilmente bloccata e sentiva nascere sensi di colpa, così nel momento in cui poteva aprirsi ha preferito chiudersi a riccio, provocando una tua reazione errata. Sin qui non era accaduto nulla di male: lei ti piaceva e tu hai provato a sedurla. Di contro hai, a mio avviso, gestito male il rifiuto attivando una serie di comportamenti poco maturi che l’hanno allontanata da te. Ogni storia è cosa a sé, ma prima di lanciarti nella vita di una persona impegnata devi prima conoscerla e farti conoscere per darle più elementi per scegliere cosa fare. Ricorda che tu hai anche un dovere morale verso di lei, rischi di farle del male e stravolgerle la vita anche in negativo: immagina che ti bacia e poi dopo due settimane capisci che non ti interessa davvero e la molli, come si sentirebbe lei? Avrebbe distrutto un rapporto per un capriccio? Dobbiamo entrare nella vita degli altri con rispetto e delicatezza, quando possibile. Altre volte è la passione che entra nella nostra e in quella di un’altra persona e ci travolge, ma quella è un’altra storia.

  6. Ciao sensei, forse è una domanda che c’entra poco con la seduzione ed é anche un pó banale. Da poco é finita una frequentazione nella quale verso la fine tra cazzate che mi raccontava e silenzi inspiegabili ci allontaniamo, ora nonostante mi abbia trattato di merda sono sicuro che se fra qualche settimana o mesi mi riscrive ci ricasco come un coglione o Beta e non è da me perché mi reputo abbastanza orgoglioso e ho tagliato rapporti per molto meno con ragazze ,cari amici ed addirittura con parenti.
    Perché lei mi snatura così tanto, cosa é scattato nella mente ( addirittura ogni tanto vorrei riprovarci sapendo benissimo che é meglio lasciarla andare per il mio bene)
    O parlando in generale cosa spinge magari un ragazzo ” innamorato” a farsi 500 km per vedere 10 minuti la sua ragazza e lo stesso non farebbe mai la stessa cosa per vedere 10 minuti sua madre o suo padre ?
    Ps. Ho letto alcuni tuoi articoli sui social, Whatsapp ect.. Cosa significa se ti blocca su whatsapp ma non su Facebook nel senso se non vuoi che ti scrivo dovresti bloccarmi su entrambi sbaglio?

    • Secondo me, spesso, è la “carestia” che rende affamati! In pratica quando non si conoscono molte ragazze e non si hanno alternative di scelta ci si fissa verso una persona anche se questa è malsana e ci fa a pezzi. E poi credo che entrino in campo una serie di paure e blocchi che è difficile valutare e che per capirli servono anni di valutazione e, in certi casi, psicoterapia (non significa ne essere matti ne malati).
      Ps: non ha alcun senso per me, magari per lei lo ha, quindi se fossi in te eviterei di perderci troppo tempo.

  7. Bell’articolo, molto attuale. Al giorno d’oggi sono in tanti quelli che non sanno stare da soli. Mi riferisco a uomini, ma anche a donne. La ragazza per cui ho fatto il reset (ma che ora non mi interessa più) è un esempio lampante: si metterebbe con chiunque pur di avere compagnia (sue parole). Io reputo la solitudine un buon modo per riflettere, sognare e crescere. Ciò non vuol dire che l’apprezzi, anzi da una parte spero tanto di riuscire anche io a fare coppia con una ragazza 🙂 e i continui miglioramenti mi fanno ben sperare!

  8. bella l’esperienza descritta sopra; personalmente a volte mi trovo anche io a provare quella sensazione come di mancanza di qualcosa, similare a quella provata dall’utente di cui sopra, ma riflettendoci, penso sia quella la spinta a migliorarsi di cui tutto il sito è permeato. Per quanto mi riguarda, sensei, come dicevi, la mia croce e delizia si è rifatta sentire, e abbiamo passato altri momenti assieme, senza troppe pretese da parte mia (per così dire non ero io a mettere paletti, cercavo solo di godermi il tempo assieme a lei). Siamo anche stati insieme un week end e dopo 3 giorni in cui la sensazione era di benessere (e in cui ho provato davvero a mettere in pratica quanto appreso, ma come al solito con troppa gentilezza e troppa bontà probabilmente..), alla fine per un attimo mi sono sentito il protagonista di un post di geisha, in cui all’apice dello stare bene, ecco far capolino il solito temporale di discorsi, dubbi, paure, etc…sviare mi è stato un po’ complicato specie perchè alcune frasi sono state dure da incassare. Ecco, probabilmente quella mezz’ora mi sono sentito solo come non mai, solo davanti a ragionamenti inutili che non riuscivo a comprendere (anche a non voler dar peso alle parole è stata pesante trovarsi davanti quello tsunami di negatività ..), solo davanti a una situazione di cui non capivo la genesi e che non avevo idea di come fronteggiare..non saprei dire, a una settimana e più di distanza (è stato un week end prima di pasqua) come si evolverà la faccenda, fatto stà che ora ci sentiamo un po’ tramite wa, non ho idea se ci sarà modo o meno di rivedersi, e a parte la tranquillità da parte mia di essermi goduto la sua compagnia e di aver cercato di essere più leggero possibile, acquisita con mesi di lavoro su me stesso (se questa situazione che ho descritto fosse accaduta un anno fà mi avrebbe devastato), mi trovo come con un irrisolto, per una situazione di cui non sono riuscito a capire nulla..

    • A volte si deve accettare anche il non capire, per quanto sia difficile è un passo necessario per stare meglio. Per anni anche io mi sono arrovellato il cervello per avere delle risposte “logiche”, scoprendo con il tempo che semplicemente spesso le stesse ragazze non le hanno. così o accetti questo o ti massacri con inutili e tediosi ragionamenti.

LASCIA UN COMMENTO