Di recente sono usciti decine di articoli riguardanti questo fantomatico Punto G, alcune testate sostengono la sua esistenza attraverso studi scientifici di qualche università mentre altri, al contrario, ne attestano l’esistenza perorati da studi scientifici inoppugnabili.

Secondo alcune Università il Punto G non esiste.

Ad esempio il Corriere della Sera (quindi non un giornaletto di serie Z), propone gli studi effettuati dall’Università di Roma tor Vergata e dell’Aquila che dopo anni di esperimenti, questi cerveloni, hanno dimostrato che il Punto G non esiste!

Secondo loro in realtà il Punto G non è presente nell’apparato sessuale femminile, in pratica non l’hanno trovato, però sostengono che tutta la vagina è “viva“, uno strumento per il piacere con così tante terminazioni nervose da disegnare una mappa del piacere denominata CUV (complesso clitoro-uretro-vaginale) che essa stessa è preposta al piacere.

Sempre secondo la stessa Università il Punto G esiste!

Poi leggendo su altre testate “giornalistiche” (come si definiscono loro), vedi il TgCom24 o altri siti similari, lo stesso Professore dell’Aquila che ha partecipato agli studi che smentiscono l’esistenza del Punto G, afferma che non tutte ce l’hanno. Ma come, in un sito viene detto che non esisiste e in altre gli stessi autori dello studio si autosmentiscono?

Dove sta la verità sul Punto G?

La cosa più incredibile è che già nel 1800 gli anatomisti dell’epoca si erano resi conto che i tessuti del clitoride si estendevano più in profondità nella donna in quello che comunemente definiamo Punto G! In pratica loro sapevano che esisteva e dov’era con una precisione “chirurgica“.

Punto G
E le ha solo sfilato i calzini, pensa se arriva al Punto G…

Potremmo discutere per ore sul perchè ci sono tesi così contrastanti sull’esistenza del Punto G, sulle sue connotazioni sessuali, filosofiche e soprattutto religiose, non ci dimentichiamo che solo negli ultimi decenni, e non ovunque purtroppo, ci si è resi conto del diritto delle donne al piacere, come per gli uomini da millenni!

Come individuare il Punto G.

Mettiamola così: se non esiste si è passato quelche attimo a giocare con la propria partner, se esiste lei si divertirà moltissimo poi! Per cui, per intenderci, il Punto G è all’interno della vagina, così giusto per evitare fraintendimenti.

Per trovarlo, o andarci vicino, basta inserire un dito nella vagina con il palmo rivolto verso il clitoride, con la punta delle dita arriverete a toccare un rigonfiamento leggermente più duro, diciamo che in quella zona c’è il Punto G. Dico diciamo perchè alcune lo hanno più sviluppato altre meno.

Ora perchè questo Punto G è così importante? Perchè vi offre la possibilità di “giocare” insieme alla vostra partner, di entrare in una intimità ancora maggiore per la ricerca del piacere e nello scoprire davvero il suo corpo e cosa le da piacere profondo.

Infatti, questo benedetto Punto G, se stimolato a dovere provoca orgasmi da sfasciare gli armadi e strappare le tende con i denti. La stimolazione è abbastanza lunga, essendo una zona all’inizio meno sensibile, un po’ come un motore diesel è difficile da riscaldare, ma una volta fatto…

Il Punto G, neanche fossi Indiana Jones!

Alla ricerca del Punto G
Trovare il Punto G è più facile, stai tranquillo.

Alla scoperta del Punto G sembra l’ultimo film di Indiana Jones, ma se spendessimo più tempo a cercarlo e meno a fare del sesso banale, ripetitivo e macchinoso la nostra vita a letto sarebbe migliore e ne gioverebbe tutta la nostra esistenza.

Purtroppo l’ignoranza è il vero male di questo secolo, per cui prendi una frusta (lo so fa anche un po’ giochini erotici) e lanciati alla ricerca del Punto G, il punto del piacere perduto.

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