Ecco finalmente la terza parte della storia (vera o di fantasia? Chi lo sa?) che sto pubblicando su Tupuoisedurre,
dopo:
Storia di un Seduttore (Parte 1).
Storia di un Seduttore (Parte 2).

ecco il proseguimento, spero possiate trovare interessanti spunti di riflessioni e qualche piccolo “suggerimento” per migliorare la vostra seduzione, che non sia quindi solo una seduzione efficace

Storia di un Seduttore (Parte 3)

“La prima regola già la sai, ma non è l’unica, ce ne sono molte di più. Ed alla fine del tuo percorso ti renderai conto della verità su di esse”.
“E qual è?”.
Il mio maestro accennò un sorriso con la solo la parte destra del viso, poi mi rispose: “Che sono tutte delle incredibili stronzate. Ma per sapere che sono inutili, devi prima conoscerle e applicarle”.
Ero molto perplesso, accarezzandomi il mento rimuginavo sulla fondatezza di quella quanto mai bizzarra considerazione. Dovevo passare tanto tempo a studiare, migliorare ed applicare tutto quello che lui mi diceva per poi scoprire, solo alla fine, che era un’incredibile perdita di tempo, non aveva alcun senso.
“In ogni uomo c’è un’animale seduttivo che è in grado di conquistare qualsiasi donna, tutto quello che faremo è liberarlo e per farlo ti serviranno degli strumenti. Questo è il controsenso della seduzione, è animalesca, istintiva e per renderla libera ti serve proprio un metodo logico, ti serve la ragione”.

sesso_bagno

Quei pochi istanti davanti alla porta del bagno furono i più lunghi della mia vita, non passavano mai, avrei voluto avere il vizio di mangiarmi per le unghie o di fumare. Ma ero talmente perfettino e noioso da non possedere nulla, neanche dei bei difetti.
Al primo click della chiave sobbalzai, con il cuore che batteva a mille e quella strana sensazione di soffocamento che ti pervade e non ti lascia respirare. L’unica cosa che vorresti è di liberartene e mi sarebbe bastato scappare, o non fare nulla. Ero quasi sicuro che Shame mi stesse solo prendendo in giro, magari era nascosto lì vicino pronto a sganasciarsi dalle risate non appena lei mi avesse preso a ceffoni.
Poi la porta si aprì…

Nel suo appartamento c’era quello che lui chiamava il suo “covo”, neanche fosse un super eroe della Marvel! Era una stanza molto grande, con una enorme vetrata che si affacciava ad ovest, così in alto da non avere alcun palazzo di fronte; la sera poteva godersi i più magnifici tramonti dal suo attico. Sulle altre tra pareti c’erano enormi scaffali pieni di libri, sembrava quasi un’antica biblioteca medievale e al centro un’antica scrivania con una poltrona in pelle nera e dall’altra una sedia in legno dall’aria molto poco comoda.
“Se hai intenzione di iniziare il tuo percorso, mi dovrai giurare che lo finirai” mi intimò sedendosi comodamente sulla poltrona. Rimase a fissarmi, senza dire nulla, poi continuò “tu credi che sia soltanto un discorso di scopare, di conquistare ragazze e donne. Che io insegni e aiuti quelli come te a diventare dei veri uomini, dei maschi alfa. Invece non è così,la seduzione non ha nulla che vedere con tutto ciò, è un viaggio oscuro e tortuoso nei meandri della tua anima e di quella dell’uomo. Ti renderai conto di quanto possa essere triste e misera la natura umana, rischierai di sprofondarci dentro fino a soffocare, fino all’apatia” si fermò un attimo, con lo sguardo rivolto verso di me, senza però vedermi veramente.
Quello che stava dicendo, allora, mi sembrava soltanto un’esagerazione. Si trattava di qualche trucchetto per sfilare via le mutandine alle tipe in meno tempo, non di un allenamento per diventare uno Jedi! Magari a breve mi avrebbe chiamato “mio giovane Padawan”, chiedendomi di chiamarlo “maestro” così senza pensarci dissi la prima cazzata: “E quando imparerò ad usare la spada laser?” neanche avevo finito di dire la frase che già me ne ero pentito. Ultimamente non riuscivo proprio a mordermi la lingua, ma perché? Come con la ragazza alla festa, sparavo cazzate e buttavo fuori alla rinfusa qualsiasi pensiero mi passasse per l’anticamera del cervello.
Shame mi avrebbe cacciato all’istante. Mi guardava con i suoi taglienti occhi chiari, appoggiato comodamente alla poltrona con le mani giunte quasi stesse pregando.

E poi esplose.
Esplose in una fragorosa risata che ancora ricordo, rise di gusto per alcuni secondi come raramente ricordo che abbia mai fatto in mia presenza. “Questo è fuori come un balcone” pensai stralunato ed anche un po’ preoccupato che stavo per lanciarmi in quell’avventura con un pazzo del genere.

Lei uscì dal bagno, i nostri sguardi si incrociarono fin quando lei stessa non lo abbassò, nascondendo il viso con i lunghi capelli castani per poi scostarli dal collo, mi sentivo un vampiro pronto ad addentare la vittima designata. Ma non lo feci, lei passò accanto a me. Che tristezza, che miseria, mi sentii un povero sfigato del cazzo, incapace di dimostrare un minimo di coraggio. Cosa avevo da perdere in fondo, di due di picche ne avevo presi talmente tanti da averne ormai perso il conto, uno in più non avrebbe di certo affossato ulteriormente la mia inesistente autostima.
Non saprei descrivere cosa accadde poi, è come quando ti capita un incidente e per qualche misteriosa ragione reagisci istantaneamente al pericolo, il tuo istinto prende il sopravvento ed è come se la tua razionalità si facesse da parte, come uno spettatore, e tu ti salvi grazie a questo ancestrale e magnifico meccanismo. Quella volta fu proprio così per me; se ci ripenso ricordo solo alcuni flashback intensi e confusi, la mia mano che la prende per un braccio e la tiro verso di me.
I suoi occhi scuri intensi con le pupille dilatate che gridavano eccitazione, il suo respiro affannato e veloce quando senza neanche baciarla, con violenza, l’ho spinta nel bagno. Quei baci umidi, intensi, passionali che mai avevo provato, assaporato. Quei seni piccoli e sodi con i capezzoli che si indurivano nella mia bocca mentre li baciavo. Era una furia, eccitata e violenta, mai in vita mia avevo fatto del sesso così, forse mai avevo fatto sesso, avevo soltanto infilato il mio pene in qualche vagina…
Neanche le chiesi di rivederci, il numero di cellulare o addirittura il contatto di facebook. Non volevo altro da lei, avevo preso quello che realmente desideravo ed ora non mi interessava più, la salutai con un bacio sulle labbra per poi ritornare alla festa. Sentii quella sensazione di appagamento, di forza, di sicurezza per molti giorni anche se andava via via scemando fin quando non ne rimase solo un ricordo, talmente lieve da farmi credere che forse mi ero sognato tutto quanto.

Passai la settimana seguente in una condizione di depressione e tristezza, tentando di rievocare quelle sensazioni appena provate e così incredibilmente positive, non ne potevo fare a meno. Ma nulla, per riassaporarle dovevo agire, provarci e sedurre una ragazza. All’università, nel nostro gruppo, c’erano molte belle ragazze, una concentrazione di figa mai vista. Eppure in quel piccolo paradiso terrestre il massimo che ero stato in grado di combinare era passare i miei appunti a quella che mi piaceva di più. Tale Laura, un misto tra una coniglietta di playboy tutta curve e la ragazza della porta accanto, avevo scritto per lei lettere e poesie strappalacrime, senza mai dargliele, infine ero stato talmente coglione da dichiararmi che, come diceva sempre Shame: “Dichiararsi è il male”. Ed ha ragione.
Sta di fatto che ricevetti il più classico dei due di picche, mi rispose che in quel periodo pensava allo studio e solo a quello, voleva laurearsi e trovare lavoro. La vidi una settimana dopo ad una festa mentre lo prendeva in bocca da uno studente straniero che sarebbe partito di li a poco. A parte lei ce ne erano altre che mi piacevano, non così tanto, ma che trovavo incredibilmente sensuali.

…seduzione o attrazione?

Mi viene da pensare se sia un vero seduttore chi è in grado di “accendere” la propria seduzione o chi, al contrario, genera attrazione senza fare nulla?

Unisciti alla discussione

33 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. Hai ragione, voglio forzare il sorgere del sole (bellissima metafora oltretutto), per quale motivo poi?
    Forse per un’ inutile quanto banale senso di rivalsa ed io non devo aver bisogno di questo.

  2. Ti spiego il mio punto di vista.
    Se dovessimo sedurre solamente quando siamo sereni e spensierati perderemmo gran parte dell’ esperienza che si potrebbe avere provando a sedurre anche quando non ci si sente al massimo. Uscire da soli o con amici a sedurre non lo vedo come un lavoro ma come un momento di svago in cui divertirsi e soprattutto imparare e fare esperienza, un po’ come andare in palestra alla fine di una giornata stancante, e’ un momento in cui liberi la mente e ci vai anche se non te la senti se vuoi ottenere risultati. Il motivo per cui lo faccio e’ per non trovarmi impreparato quando sono davanti a quella che desidero ed e’ una giornata in cui non mi sento seducente, se avro’ accumulato abbastanza esperienza penso che avro’ piu’ chance nel riuscire a sedurla.

    1. Secondo me sono solo seghe mentali. Sedurre non ha nulla a che vedere con l’andare in palestra o fare cose divertenti, è un modo di essere che si mostra quando stiamo bene con noi stessi. Tu vuoi forzare il sorgere del sole.

  3. Mi e’ successo qualche giorno fa, come ti dicevo nel precedente commento, che ero connesso con la mia parte istintiva e sentivo una sicurezza che poche volte ho avuto. Le ragazze mi guardavano e sorridevano ed ero molto sfacciato e sfrontato, ma la cosa piu’ importante e’ che mi sono sentito veramente bene.
    Uno di quei 2-3 giorni ho approcciato una ragazza austriaca molto carina e pur non essendo pratico con l’ inglese riuscivamo a capirci e flirtare, sono riuscito ad essere molto seducente con lei baciandole piu’ di una volta in modo sensuale e totalmente spontaneo il collo dopo pochi minuti di interazione. Lei accettava di buon grado e rideva come una matta. Non mi interessava il risultato quindi non le ho chiesto il numero, volevo solamente godermi il presente, peccato che non sono arrivato al bacio.
    Come scritto nell’ articolo, questa sensazione stupenda e’ durata poco, infatti oggi ho provato ad approcciare e sedurre alcune ragazze sconosciute ma non con lo stesso risultato, mi viene da chiederti come si fa ad “accendere” la propria seduzione in questo caso.
    Diciamo che quando non sono caldo e seducente io comincio ad andare all-in prendendo piu’ rifiuti possibili ed approcciando quasi come se non ci fosse un domani. In questo modo riesco dopo molti approcci ad essere me stesso e fregarmene. Un altro modo potrebbe essere, come dici tu in un altro articolo, quello di essere felici e realizzati per essere dei seduttori, che sicuramente ci vuole molto piu’ tempo ma e’ molto meglio e soprattutto duraturo, ma nel frattempo non possiamo di certo rimanere in astinenza 😀
    Sono curioso di conoscere il seguito della “storia di un seduttore”, scrivi in modo intrigante.

    1. Ognuno deve trovare il proprio metodo. Credo che sia necessario ritrovare equilibrio personale e stabilità emotiva e capirsi. Se un giorno non ti senti “seducente”, che senso ha mettersi a sedurre e flirtare a caso, mica è un lavoro? Uscire dall’ottica del dovere e entrare in quella del piacere è forse il modo migliore per essere in contatto con i propri reali bisogni.

  4. Provo un misto di rabbia( non per il Sensei) e commozione nel rileggere quest’ articolo dopo anni di esperienza sul campo, capendone ora la profondita’.
    Le tecniche non servono assolutamente a nulla, sono cazzate, per certi versi ti bloccano e mettono dei paletti. Come nel caso di oggi, l’ universo e l’ istinto hanno voluto farmi interagire con 2 ragazze conosciute per strada, molto carine. Coinvolgo entrambe e poi punto quella che mi piace, creo in men che non si dica feeling e contatto fisico, dopo un po’, pochi minuti d’ interazione, l’ istinto voleva che io la baciassi o quantomeno che le chiedessi il numero e purtroppo per via dei miei vecchi schemi mentali e delle cosiddette ” tecniche ” non ci provai minimamente, da vero principiante, poiche’ le “tecniche” imparate dicevano che dovevo prima isolare la ragazza e comunque fare altre cose… alla fine ci siamo salutati ed io non la rivedro’ piu’.
    Altra situazione, in treno, c’ era una ragazza timida che voleva in qualche modo sedersi ma non si decideva a chiedermelo, così ho preso l’ iniziativa e si e’ seduta vicino a me, li per lì non mi andava di parlare e conoscerla poiche’ non mi piaceva molto ma era carina, il mio istinto mi suggeriva di metterle una mano sulla gamba e sorridere senza dire nulla…ovviamente la paura del contesto e della reazione che avrebbe potuto avere, mi ha impedito di farlo e mi sono limitato a fare contatto fisico sfiorando e toccando propriamente braccio e braccio, penso sono arrivato anche a sfiorare il seno e lei ci stava!! Senza contare che ad un certo punto si e’ rilassata e riposandosi quasi appoggiava la testa sul mio braccio. E’ stato eccitante…
    Alla fine del viaggio senza avermi nemmeno conosciuto ne parlato mi saluta sorridendo a 32 denti. Comunque le donne percepiscono quando sei connesso con la tua parte primitiva e mandano chiari messaggi di interesse. Quando lo si e’,secondo me, si e’ gia’ attraenti senza fare nulla, e la seduzione inizia quando noi la “accendiamo” dentro di noi, proprio così.
    Vorrei lasciare l’ istinto fluire libero Sensei ma e’ dannatamente difficile, come gestisco la situazione nel caso dovesse andare male qualcosa? Mi capito’ un po’ di tempo fa che avevo creato connessione e feeling con una ragazza che stava con delle sue amiche ed io con un mio amico che cercava di sedurre un’ altra. Rispondeva bene e dava segnali di interesse, fatto sta che il mio istinto ad un certo punto voleva che la baciassi e li ci provai, lei si scanso’ ed andò fuori di testa dicendomi di non farlo piu’, io sono rimasto calmo, ho provato a riprendere la situazione ma non e’ andata…credo che lei era influenzata dal giudizio delle amiche. Questa situazione mi blocco’.
    Allo stesso modo, mi capito’ anni fa di provare a baciare una ragazza dopo pochi secondi di interazione ( ero un matto, lo so :D) , lei si scanso’ ma quasi sorridendo, poi mi allontanai ed andai nel bar vicino e con la coda dell’ occhio vidi lei che si affaccio’ per guardarmi.
    Alla fine credo che non si possa fare altro se non rischiare e dare il meglio ogni volta, per il resto, mi affido all’ Universo.

    1. Il punto non è se agire o meno, ma evolversi e agire in base a quello che si desidera fare. L’equilibrio sta nel comprendere quando le proprie azioni, però, potrebbero infastidire o anche solo mettere in imbarazzo l’altra persona. Non agiscono tutti in base a quello che realmente vogliono, più spesso in base ai condizionamenti esterni. Una persona empatica coglie queste sfumature e agisce di conseguenza. Mettiamola così: in un mondo perfetto daresti retta solo all’istinto, in questo è opportuno imparare anche a cogliere altri segnali.

  5. Questo racconto è veramente uno spettacolo e fa riflettere moltissimo in merito alla seduzione. Io stesso ho intrapreso il mio percorso di miglioramento personale, acquistando alcuni tuoi ebook (il percorso della seduzione e diventa un maschio alfa) e mettendomi in gioco. Ho ottenuto tantissimi miglioramenti in tutti gli ambiti, soprattutto in seduzione. Tocco le ragazze, ci scherzo, uso ironia e non sono più uno zerbino. Una sensazione fantastica, che ha aumentato tantissimo la mia autostima. Nonostante ciò, ogni tanto qualche “sintomo” da beta salta fuori…ma sto facendo di tutto per eliminarli…perché mi sono accorto che dall’altra parte si sta molto meglio!! Ora mi sto vedendo con una ragazza (la mia preda da quando ho iniziato questo percorso) e sono soddisfatto di quanto ottenuto. Ho addirittura fatto il passo di chiamarla per fissare l’appuntamento, una novità degli ultimi giorni…prima ero sempre abituato a usare whatsapp!! Ma ora che ho provato che l’effetto telefonico è tutta un’altra cosa, difficilmente tornerò indietro. Un altro passo in avanti nel mio percorso!! 🙂
    Mi ha colpito molto la frase “Che tristezza, che miseria, mi sentii un povero sfigato del cazzo, incapace di dimostrare un minimo di coraggio”…è quello che ho provato io all’appuntamento quando non l’ho baciata 🙁 Tutto perché non avendo mai baciato ho avuto paura. Lo ammetto!! Un occasione persa, che però non ricapiterà la prossima volta. In settimana ho un altro appuntamento e stavolta non deluderò me stesso!!

    1. Sono veramente contento che tu ti senta migliore (e lo sei) e che ti stai mettendo in gioco. In pochi hanno il coraggio di farlo sperando di trovare su internet risposte che, come stai vedendo, sono dentro di te. Goditi l’appuntamento se poi ti andrà di baciarla lo farai, ne sono certo, ora sei tu a poter scegliere!

      1. Alla fine l’appuntamento me lo sono goduto…ma il finale è stato amaro!! 🙁 Nel senso, come avrai capito, che non l’ho baciata. Cavolo, sono al secondo appuntamento e non ho ancora avuto il coraggio…inaudito, vergognoso!! Credo che sia fifa, paura di essere rifiutato, che lei si scosti mentre ci provo…un sintomo da super beta, che macchia profondamente il percorso e i traguardi finora raggiunti. È in primis una delusione nei miei confronti, per i quali quel bacio è importante perché rappresenta il coronamento di un percorso portato avanti con fatica; Inoltre ci tengo a lei e non capisco perché questo non mi spinga al grande passo. Non so cosa dire e spero tanto che questo ritardo nel baciarla non abbia ripercussioni sul nostro rapporto (es. paura per la zona amicizia, anche se faccio tanto contatto fisico). Ma torniamo al bacio…tu come mi consigli di fare? Nel senso, hai qualche dritta per un novello 20enne che non ha mai baciato? Soprattutto sul contesto (che so che in effetti non è importante) e su quando farlo. Ho letto anche i tuoi articoli, ma come già detto tante volte, nella realtà è sempre più difficile ahahah
        Tra l’altro martedi pensavo di chiamarla per un nuovo invito (magari a pranzo) e sperare in bene 🙂

        1. Purtroppo i media in generale ci hanno fatto credere per anni che servano chissà quali momenti e tecniche per dare un bacio: cazzate. Se due si piacciono un bacio è bello pure vicino ai cassoni dell’immondizia! Per cui baciala e basta, finiscila di fare il beta (io dico seriamente), e il contatto fisico non ti fa finire in zona amicizia se poi arriva a un contatto più intimo che deve giungere prima o poi oppure in friend zone ci finisci comunque.

  6. Forza Sensei vogliamo la 4^ parte…….
    Altrimenti come facciamo a continuare il “modellamento” del Seduttore…… 😉
    Un abbraccio!
    Francesco

  7. Ho imparato molto da te, ma come si sa, anche dopo numerose soddisfazioni si torna dal Sensei perché c’è sempre qualche problema. Sto con una tipa della mia età, 19 anni, credo sia vergine, anche se la trovo una Tipa alquanto erotica su cui si può lavorare. San Valentino : cena con i fiocchi, posto davvero bello, su una collina. La baciai, come sempre, ma non mi mise la mano sui pantaloni, ed è pur vero che io non feci nulla di altro. Sensei, quando una donna non collabora, sopratutto quando è vergine, ma che sicuramente ha avuto rapporti orali con altri, non con me, come spingerla ad ottenere almeno quello? Anzi, dimmi unpó, quanto pensi sia difficile fare sesso con una così, vergine ancora a 19 anni? Grazie della risposta!

    1. Non ci sono tecniche, non so più come scriverlo, invece di farti sti problemi stuzzicala, gioca con lei e prendi TU l’iniziativa.

  8. Si, hai ragione non è poco è tantissimo!
    Un anno e mezzo fa ti scrivevo lagnandomi per la mia amica che non voleva stare con me, preso da un senso di fatalismo e “impotenza”. Oggi vedo, senza presunzione, che la strada fatta è tanta ma una cosa in particolare è cambiata ( e per quello ho scritto il commento negli articoli della “Storia di un seduttore”) Ora non ho paura di ciò che voglio, e cerco di comportarmi coerentemente con tutto ciò. La strada da fare è infinita ma credo che (parlo per la mia esperienza) il percorso fatto fino ad ora sia servito proprio a questo. Non colpevolizzando più i miei desideri, lascio fare l’istinto e aver lavorato sui miei valori porta i desideri ad essere in linea con essi. Tutto questo, anche se non ce n’è il bisogno di ribadirlo, mi porta ad una sola risposta. Il Percorso indicato da Te funziona (e uno dei punti di forza è l’obbligo di capire che è malleabile in base ad ognuno di noi), funziona davvero. La “difficoltà” sta nel capire davvero un passaggio per me fondamentale: Non sono gli esercizi in sè che servono ma è il farli. E’ un lavoro che parte da noi dal nostro Io. Tutto il resto è funzionale a questo. Seguite (e continuamo a seguire) sempre il nostro personale Percorso. Non sono cazzate, ho avuto la migliore testimoninza che possa esserci. Lo sto provando su di me.

  9. Penso il succo di questo racconto é che ciò che conta é avere un innergame solido, e che le tecniche(outergame) sono cavolate(come ha poi detto il pua nel racconto), puoi anche non saperle quando hai un gioco interiore solido. Quindi bisogna lavorare su noi stessi.

    1. Innergame? Outergame? Diciamo che sono solo parole inventate per vendere libri, la realtà è, come dici anche tu, che bisogna lavorare su se stessi.

  10. Ciao Sensei, ti racconto la storia di una serata, bacio (e qualcosa in più), errori, soddisfazione e un pizzico di menefreghismo.
    Carnevale 2015, nella mia cittadina – come ti dissi l’anno scorso in un precedente commento – è una festa molto sentita per 6 giorni di fila. Ieri sera usciamo con amici, serata divertente, ci passa qualche birra più del dovuto e si sta veramente bene. Dopo aver giocato e flirtato con tantissime ragazze (senza pensarci, per il gusto della serata e di farmi quattro risate) a fine serata mi avvicino a parlare con una ragazza che conosco di vista, non è il mio tipo ma due risate mi fanno sempre piacere. Parliamo un po’ di stronzate e io (in abbigliamento da medico) inizio a giocare con lei con allusioni alla “mia professione” e cazzate del genere. Lei mi fa capire che c’è attrazione ma, essendo in un locale pubblico, è in imbarazzo. Io sono uscito a piedi, così colgo l’occasione e le chiedo se mi dà un passaggio a casa. Usciamo e la bacio prima di arrivare in macchina. Ci baciamo per un bel po’ di tempo e andiamo anche un po’ oltre. Lei mi dice che è una pazzia e che deve accompagnarmi a casa immediatamente… io non l’ascolto nemmeno e continuo a baciarla e non solo. Quando arriva il momento di accompagnarmi a casa mi chiede (chiamandomi per nome) se almeno sapessi il suo… lo sbaglio. Una volta arrivato a casa ripenso a quest’ultima cosa e… mi viene da ridere. Sono soddisfatto perchè ho provato sulla mia pelle che quando “c’è da ballare” non ho più alcuna paura ne di sbagliare, ne di spogliarmi..nessuna. Faccio andare le cose come vogliono andare e mi godo il momento. Però, nonostante sia ora un po’ di tempo senza una donna, è un qualcosa che non mi ha lasciato nulla. Mi ha ricordato il sabato del villaggio di Leopardi… l’attesa è migliore della festa stessa. Forse perchè lei non era il mio tipo, non so, ma ripeto, non mi ha lasciato nulla. L’ho fatto prima di tutto come “prova di studio” su me stesso, per vedere le mie reazioni. Questa mancanza di coinvolgimento oggi mi lascia un po’ così, mi sento quasi uno stronzo (ma per me, non con lei) a non avere “gioia” l’unica soddisfazione è quella di essermi reso conto di essere pronto. E per me non è poca roba. Ieri io non ho fatto nulla, ho seguito gli eventi e lasciato “ragionare” il “mio animale”… non ho avuto bisogno di altro.

    1. E ti pare poco tutto questo? Prova a ricordare com’eri un anno e mezzo fa e come sei ora…

  11. Hahahahaha hai ragione!niente dopo che mi ha detto che non provava chimica nei miei confronti
    Si fa sentire spesso e cred sia inutile non rispondere o sparire tu che ne pensi?

  12. Sensei sono qullo si eri e la storia( del nn c e la kimica)ho solo una domanda da farti se come gia sta succedendo lei mi cerca x conversare e inutile credo non rispondere o sparire dato ke ormai e una csa acclamata tu ke ne pensi?
    Grazie sempre x l aiuto

  13. Per sedurre una donna non è necessario il contatto fisico? Con la ragazza del bagno il ragazzo ha usato molta ironia, però non il contatto fisico, ne tanto meno ha fatto l’escalation. Con una sconosciuta, una cosa del genere, non è una conclusione che si realizza 1 volta su 100 (e di solito perché già le piaci un po’ fisicamente)?

    1. E’ necessario certo, ma come scrivo sempre non esistono regole immutabili in seduzione, riguarda le persone e le emozioni.

  14. ti ricordi qualcosa sul suo linguaggio del corpo? insomma,nel suo caso quali sono stati i gesti con cui ti sei accorto che lei voleva fare sesso e non avere una relazione stabile?

  15. Poi non so nemmeno se andarci di nuovo a riparlare domani (cosa che ho voglia di fare) nella stessa e unica situazione in cui posso incontrarla in cui è libera, nell’intervallo, o trovare altre situazioni; anche perché non la conosco, e andarci anche domani mi pare molto da zerbino è fissato su quella ragazza… E la prima cosa è falsa, e la seconda in po’ vera

  16. Invece è molto peggio quando, come è successo oggi a me, trovi la ragazza che ti piace, prendi coraggio e vai a parlarle, e l’animale che esce non è un lupo, è un gattino. E alla fine ci fai solo due parole con lei e l’amica…. Come diceva mariottide, tristezza a palate