Qualche settimana fa mi ha scritto una persona una lunghissima email. Appena aperta mi ha realmente spaventato perché si trattava di una decina di pagine che raccontavano la sua vita, fatta di tante esperienze ma anche tanto dolore.

Ci ho dovuto lavorare alcuni giorni per farne un riassunto e modificare alcuni passaggi per evitare che si capisca di chi si tratta (mi ha chiesto lui di farlo). Dopo averla letta mi sono convinto che fosse giusto proporla per mostrare quanto la vera solitudine ci devasti.

La mia vita è un fallimento

Ciao Sensei,

mi chiamo “Mario” e ho appena compiuto 39 anni. Per molti sono un giovane e per altri invece un uomo maturo. Io stesso non saprei come definirmi. Quando ero bambino un quarantenne era una persona molto grande, ad esempio i miei avevano già un figlio grandicello.

Non so chi sono. Se sono un uomo, un ragazzo o altro. Ultimamente mi vedo semplicemente come un gigantesco fallimento. Andiamo per punti, credo sia il modo più preciso per parlarti di me e della mia fallimentare esistenza senza nulla per cui valga la pena vivere.

Così vorrei fare una sorta di gioco, come ho fatto per alcuni mesi con la mia psicoterapeuta (da cui non vado più per motivi economici), fare l’oroscopo della mia vita: lavoro, famiglia, salute, amore.

Li ho messi così in ordine dal meno importante al più importante, almeno secondo il mio modesto parere, anche se ormai la vita mi ha più volte dimostrato che non ho mai ragione, almeno per quanto mi riguarda.

La mia vita fallimentare: il lavoro

Per lavoro intendo tutte quelle attività che “vanno fatte”, dalla scuola allo stesso mestiere che si fa per vivere. A scuola andavo bene, nulla di ché, diciamo la media del sette e qualche piccolo casino riguardante la condotta.

Ero un po’ un ribelle e questo a casa non piaceva, ma ne parleremo nella “famiglia”.

Ho sempre fatto quello che il sistema (come dici spesso tu) mi imponeva, così ho preso una buona licenza classica e poi mi sono buttato a studiare ingegneria. Non mi è mai piaciuta ma tra pressioni sociali e familiari, e tanta paura di fallire nella vita, l’ho finita.

Da lì è tutto peggiorato e sono stato depresso e disoccupato per anni, pur avendo fatto anche qualche corso di formazio, avevo un signor curriculum eppure nessuno mi dava uno straccio di lavoro. Ho provato a mettermi in proprio fallendo.

Ora ho un’altra attività, ma credo che andrà male, anche se mi sono impegnato tantissimo e molti dicono che ho ottenuto ottimi risultati. Non capiscono che se non arrivi a fine mese i risultati “morali” non servono a nulla.

E questo mi ha portato a dover vivere con i miei genitori. E’ castrante, umiliante e stressante. Sei un trentanovenne che vive come un quindicenne, non posso neanche portarmi una ragazza (anzi donna ormai) a casa! Ma anche di questo ne parleremo nell’amore.

Insomma, sono stato un fallimento per tutta la vita, ho pochi euro nel conto in banca, delle spese anche se vivo come una sorta di eremita pur avendo sempre fatto quello che il mondo vuole: laurea ecc ecc.

Parlo le lingue, uso bene il computer e vari programmi, sono una persona di buona cultura e un gran lavoratore, eppure non arrivo a fine mese, ma che dico, a fine giornata! Sono costretto a non andare a fare delle visite mediche perché non ho soldi.

La mia vita fallimentare: la famiglia

Sarebbe bello dire che almeno qui va tutto bene: invece no. Ho problemi con i miei, gravi. Non c’è dialogo, solo rabbia e frustrazione. E sono costretto a rimanere con loro che fanno anche fatica a far quadrare i conti.

Da bambino non ero felice, mio padre era violento e aggressivo tanto che questo mi ha portato a covare in me una rabbia assurda che non riesco a far scomparire.

La mia vita fallimentare: la salute

Lo stress porta dolore, sofferenza e malattie. L’ho imparato a mie spese. Non voglio ammorbarti con la lista di medicine che prendo per una serie di sintomi fisici e psicosomatici. Eppure mi curo: faccio sport, provo a mangiare sano, non bevo e non fumo. Esteriormente sembro in ottima forma.

Ma alzarsi la mattina e prendere delle medicine non fa altro che ricordarmi ogni momento che sono a pezzi, un fallimento assoluto che non merita neanche di esistere.

Mi viene spesso da pensare che gli altri, amici, parenti e conoscenti, mi vedono come una persona sana e forte, abbastanza sicura di sé eppure non vedono minimamente il dolore che mi logora ogni giorno.

Non comprendono quanto stia soffrendo dentro e quanto mi senta un mezzo uomo nel vivere una vita così oscena e mediocre. Ciò aumenta la mia solitudine, perché davvero nessuno sa la verità, anzi, nessuno ci si avvicina a intuirla.

La mia vita fallimentare: l’amore

E adesso la parte più triste di una vita la cui stella polare è il fallimento: l’amore.

Come dicevo prima sono una persona in buona forma fisica, piaccio abbastanza (nulla di ché), ho una buona cultura, sono socievole e dicono interessante. Ho avuto tante avventure e molte altre le ho declinate perché non mi interessavano, diciamo che potrei non lamentarmi se…

Se mi mancasse da sempre l’amore. Ho avuto 3 storie serie eppure, a dirla tutta, per quanto siano durate anche un po’ con nessuna mi sono mai sentito realmente innamorato. Credo che neanche loro lo fossero davvero, in quel modo che ti fa sorridere quando cammini per strada e vedere sempre tutto bello e perfetto.

Nessuna mi ha mai amato e accettato, compreso e voluto bene per quello che sono io. Posso dirti che sin da piccolo andava ogni volta allo stesso modo. Qualsiasi ragazzina, ragazza o donna mi sia mai interessata arrivavo solo fino a un centimetro da lei, partendo da distanze mirabili, per poi essere sbattuto via come una foglia al vento.

Alcune sono state gentili, altre crudeli, ma alla fine della fiera io non riuscivo mai a conquistare chi realmente volevo. Alcune ho provato a sedurle per settimane, mesi, anni! In altri casi sono scappato prima di farmi male.

Ma alla soglia dei 40 mi ritrovo ormai senza più energie. Di recente ho conosciuto una giovane di 30 anni che mi piaceva molto, sembrava che le interessassi davvero e lei mi piaceva molto. Non chiedevo la luna, solo di avere una singola possibilità, invece nulla di nulla.

Lei ha conosciuto un altro e io sono passato così in secondo piano da sentirmi una vera merda. Non riesco più ad accettare un “no”, no ce la faccio, mi fa sentire anzi mi ricorda che io sono solo un fallimento.

Su tutta la linea, non ho nulla che mi vada bene, ho passato la mia vita a soffrire e a sentirmi solo senza farlo vedere troppo agli altri. Mi piacerebbe trovare una donna che mi accolga e mi accetti per quello che sono, una donna che io desideri e ami come è giusto che sia.

Non sono un inetto in seduzione, aiuto con successo anche i miei amici nei loro affari di seduzione e cuore sempre con successo tanto che per loro ormai sono considerato un mago con le donne. Ma quale magia?

Io sono un fallimento, nascosto dietro una maschera, dietro si cela un fallimentare essere umano che non ha raggiunto nulla e che anche se nelle cose ha dato il 100% non è mai servito a nulla.

Forse non sono l’unico che si sente così, neanche ti sto chiedendo un consiglio, perché le ho provate davvero tutte! Ho letto i tuoi ebook e mi hanno dato qualcosa, è vero, ma quando il tuo destino è essere infelice è inutile opporsi, forse devo solo accettarlo e vivere una vita così.

Ogni donna che avvicino che potrebbe piacermi mi fa a pezzi, non perché sia crudele, ma perché ormai il mio ego e il mio cuore sono così mal ridotti che basta una folata di vento per starci male per giorni.

Le ultime due che ho invitato una ha declinato l’invito dopo dodici ore, dodici! L’altra invece neanche mi ha risposto anche se era sembrata interessata e incuriosita. E l’avevo sentita 4-5 giorni prima, non 12 ore! Non sono stato neanche pressante o bisognoso, le ho lasciato i suoi spazi.

Qual’è la causa? Saranno mille e non mi interessa neanche ascoltarle o sprecarci tempo per capirle. Mi rendo conto che non dipende da lei ma dal fatto che sono destinato a stare così, a fallire e rimanere tutta la vita solo.

Non parlo di solitudine fisica, ma emotiva, così profonda da non essere quasi spiegabile a parole, quando ti rendi conto che nessuno al mondo si è mai realmente avvicinato a te perché sei tu, perché ti vuole conoscere e amare solo per quello che sei.

12 Commenti

  1. E’ da tantissimo tempo che non scrivo qui, e non avendo nulla da fare, pensavo di farlo prima di andare a dormire.
    Leggendo questa storia ho avuto paura, ho immaginato di svegliarmi un giorno del corpo di questo signore e di vivere la sua vita. Devo confessare che non riesco a trattenere qualche lacrima. Mi dispiace veramente tanto.

    Non posso né voglio dare consigli, perché non sono nella posizione di farlo. Io, pur trovandomi ancora nel mezzo della fascia d’età 20/30, ho provato già alcune cose che il signor Mario ha provato, famiglia e salute escluse.

    “Qualsiasi ragazzina, ragazza o donna mi sia mai interessata arrivavo solo fino a un centimetro da lei, partendo da distanze mirabili, per poi essere sbattuto via come una foglia al vento”. E’ successo tantissime volte anche a me (Il Sensei può testimoniare), e non ho potuto non immedesimarmi. Se ci ho sofferto io alla mia età, posso solo immaginare vagamente cosa possa provare una persona che abbia il doppio dei miei anni.

    Anche io fino a diversi mesi fa molte volte mi sono sentito vuoto, al punto da sentire dentro di me che qualcosa si avvizziva, appassiva e moriva lentamente. E ripeto, sono molto più giovane di Mario.

    Per fortuna da qualche mese le cose sono cambiate e la mia vita ora è come un missile sparato in orbita che va sempre più in alto, e parlo di tutti gli aspetti della mia vita. Non posso che ringraziare anche Dio per questo (precisando di non essere un gran religioso). Ho conosciuto per la prima volta delle persone che mi hanno davvero amato per ciò che sono, anche se, per questioni squisitamente logistiche dovute a un trasferimento, non sono più vicino a me fisicamente.

    Credetemi, è qualcosa di bellissimo, è l’amore che ci fa andare avanti. Senza di essa, si può anche avere successo, ma alla fine si rimane vuoti e si appassisce dentro fino a quando si diventa degli anaffettivi che passano tutte le sere in giro per i bar a ubriacarsi.

    Auguro con tutto il cuore a Mario una svolta, perché dalle sue parole traspaiono sia empatia sia sensibilità.

  2. Mi ha profondamente colpito questa lettera, per tanti motivi. Inutile dire che anche io in passato mi sono sentito un po’ così. Ma se ne esce. Se ne esce imparando ad amarsi. Amarsi significa essere felice per il solo fatto di essere al mondo, di poter respirare. Ho conosciuto una donna che, pochi giorni prima di andarsene per una tremenda malattia, riusciva ancora a dire “pensate positivo” rivolta a coloro che si disperavano per la sua sorte.
    Come si fa? Con la consapevolezza, rivoluzionando la propria vita, cambiando aria.
    Coraggio!

  3. Ahahaha…
    Se la vita di questo tizio è un fallimento, che dire della mia? Lo è INFINITAMENTE DI PIU’.
    Ho 44 anni appena compiuti, solo diploma di maturità classica col minimo dei voti. Non sono MAI riuscito a lavorare in vita mia perché completamente inetto a svolgere qualsiasi lavoro e con nessuna voglia di lavorare. Sopravvivo con i soldi che mi hanno lasciato i miei genitori – ma presto finiranno – ormai morti da molti anni, e con una misera pensione d’invalidità.
    Non ho MAI avuto una relazione con una donna, mi sono sempre limitato ad andare a puttane perché sono un puttaniere convinto, e sono totalmente anaffettivo.
    Ma dato che al peggio non c’è mai fine, in questo mondo di merda posso anche ritenermi fortunato, perché sicuramente c’è chi sta molto peggio di me

    • 1. Eviterei di ridere dello sfogo altrui.
      2. La differenza tra voi due sta proprio in quello che dici: tu non hai mai fatto nulla, lui tutto.
      3. Mi dispiace davvero per le tue sventure.
      4. Lavori che anche una persona inetta possa fare ci sono: manovale, scaricatore, ecc. (e non credo che tu sia così inetto).
      5. Da quello che scrivi e come lo scrivi non sembri una persona ne stupida ne ignorante.
      6. Mettiti alla prova, vai da uno psicologo, CAMBIA qualcosa nella tua vita, o almeno provaci (se non ci hai già provato).
      7. Ti posso assicurare che paragonare le proprie sventure a quelle altrui è una delle cose più inutili: se tu soffri il tuo malessere non è minore ne maggiore, è dolore e basta.

      • Manovale? Scaricatore? Ahahahahahahahahahahahah.
        Meglio il suicidio. Sai com’è, sono un tantino choosy.
        Ormai ho rinunciato da tempo agli psicocazzologi, tanto a me non son mai serviti a nulla.
        Io non mi paragono a NESSUNO.
        E quanto allo sfogo di mister Mario, se proprio si considera un fallito, libero anche di suicidarsi se desidera: poco male, ci sarà solo un idiota di meno al mondo.
        E quanto a me, aspetto solo il Nulla Eterno e i vermi che finalmente mi mangeranno.

        • Mi dispiace molto, se la pensi così. L’empatia è ciò che distingue gli esseri umani di valore, parlare di suicidio con tanta leggerezza…

  4. Ciao Mario, piacere di conoscerti. Ho letto la tua storia e mi ci rispecchio in gran parte. Io posso aiutarti, a cominciare dal lavoro, ti daro’ l’ opportunita’ di essere l’ imprenditore di te stesso e non dover sottostare ad un datore di lavoro, avrai la possibilita’ di non dover piu’ lavorare per tutta la vita e poter fare le cose che ti piacciono. Serve solo il tuo impegno e la tua determinazione e smetterla di mettere la scusa che sei un fallimento,tu sei un cazzo di guerriero, ficcatelo bene in testa! Avrai il mio supporto e del mio socio/ collaboratore e non sarai lasciato solo. Credo che tu abbia ottime qualita’ da quello che scrivi ma ti manca quella leggerezza necessaria a superare momenti di crisi del genere e continuare a inseguire i tuoi sogni. Io ti sto offrendo una grande opportunita’ che potrebbe cambiarti la vita, ora sta a te coglierla oppure arrenderti al destino. Se ti interessa scrivimi a questa email: rivoluzionario007@gmail.com

  5. Bellissima questa mail anche se molto triste, in alcuni passaggi mi sono sentito uguale. Forse dovresti leggere più volte e applicare ”Diventa un maschio alfa”, è una buona partenza o forse ci sono problemi così profondi che neanche questo sito può aiutare ?

    • Non si può mai dire, il primo passo se si hanno dei problemi è sempre e comunque accettarli e accettarsi. Poi inizia il vero lavoro su se stessi, se si riesce da soli va bene, se si ha bisogno di un aiuto stessa cosa, credo che la cosa principale sia non arrendersi mai.

  6. Ciao Sensei, questo ragazzo ha un dolore immenso dentro di sé, mi fa male a me sentirlo così, sarebbe bello rispondessi con un articolo a questa lettera

    • Gli ho già risposto via email, anche se è una cosa che non faccio mai. Credo che per gli utenti di questo sito fosse utile vedere del “dolore vero” e potente così da rendersi conto se la loro è sofferenza simile a questa o solo un piangersi addosso.

  7. L’ho riletta tre volte.
    Commentare una storia del genere è molto rischioso. Si rischia di banalizzare l’immane sofferenza che essa racchiude tentando di risolverla con quattro banalità da programma televisivo o frasi fatte che darebbero un contorno squallido ad un dramma che quest’uomo sta vivendo. Evitiamo commenti stupidi e superficiali.
    Sono contento che Sensei abbia raccontato questa esperienza con il giusto tatto e senza alcun commento. Non perchè non sia in grado di dare qualche consiglio ma credo lo abbia fatto per evitare che il tutto venga banalizzato nei commenti.
    Io non mi permetto di dare soluzioni e tanto meno consigli, provo solamente a vedere alcune cose dall’angolazione della mia esperienza. Non ti dirò “anche io mi sono sentito così” perchè in molti campi da te citati sono sempre stato nonostante le difficoltà, sereno.
    Mi viene da pensare una cosa.
    Inizio dal lavoro. Io vedo da quello che scrivi che sei un uomo con una buona base culturale, con delle competenze. Dici che hai un’attività ma secondo te andrà male. I tuoi clienti dicono che hai ottimi risultati ma tu, comprensibilmente, dici che senza moneta di complimenti non si vive. Io – ripeto, non ho soluzioni provo solo a vederla dal mio punto di vista – da tecnico, farei una cosa. Hai un’elasticità mentale, una cultura e una formazione logica (e le hai perchè altrimenti non ti saresti laureato, non avresti superato l’esame di stato e non avresti avviato un’attività) che ti permettono di riuscire in molti campi lavorativi. Non è andato l’ingegneria? Datti alla vendita di materiali edili. Prova a cambiare con la ristorazione, con la gestione di un bar, con l’agricoltura. Varia. Sfrutta le tue competenze e la tua intelligenza. la logica e la matematica puoi applicarle in tutti i campi. Loro sono il tuo bagaglio, non il titolo di studio. Puoi iniziare, stringendo i denti ed costruirti piano piano la tua alternativa. Sarà durissima e faticosa ma una persona razionale ha le capacità per farlo. Trova il modo di trasformare una tua passione in qualcosa di redditizio. Inizierai con poco, ma con costanza ci si può riuscire.
    La famiglia. Io credo che il passato non si cambi, e il rancore e la rabbia, che in questo momento provi, stanno logorando te e non risolvono la situazione. Posso solo pensare che forse, dovresti smetterla di provare rancore, ma non per loro, ora per te stesso. E andare via. Con la tua intelligenza troverai il modo di arrangiarti e sopravvivere, lontano da casa. Inizia da un amico/a conoscente, altro parente, non so. Ma allontanati. La difficoltà ti darà una mano per trovare la soluzione. Perchè la situazione in cui sei ti sta logorando.
    La salute. L’ho già scritto un’altra volta e te lo riassumo. Quando feci volontariato a Lourdes accompagnai una ragazza trentenne paralizzata a causa di un incidente. Al suo sorriso costante e contagioso posi la domanda… Che cazzo hai da ridere, non vedi come sei ridotta? Mi rispose… Sì, lo vedo. Sono viva. Questo a me mi tramortì e mi fece cambiare ottica. Ti consiglio vivamente, se già non lo fai, di provare delle esperienze di volontariato. Aiutano parecchio.
    L’amore. Premetto. Sono single ora. E già da un po’. Ma ho imparato che se io non mi amo nessuno può amarmi quindi, verrà quando non sarà la soluzione dei miei problemi sopra elencati ma quando sarà un completamento non un mutuo soccorso della mia persona.
    Non ho la verità in tasca, non mi permetto di giudicare. Provo solo a dare il punto di vista di uomo che cerca di immedesimarsi. Se ti ho dato quest’impressione perdonami.
    In bocca al lupo.
    PS Sei un uomo e da quello che scrivi con tante qualità, non devi convincertene. Lo devi accettare.

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