Il maniaco del controllo (MdC), secondo la teoria di alcuni, non è altro che una tipologia di maschio dominante che gestisce e, appunto, controlla.

Dal mio punto di vista, come purtroppo assai spesso accade nella nostra società, c’è una
grossa confusione che porta a valutare alcuni soggetti meglio di altri. Tipico esempio ne è quello del Bastardo, un ragazzo duro e crudele che fa strage di femmine, sarà vero?

Per non dire invece delle stronze, tipe sicure di sé che non si fanno mettere i piedi in testa maniaco_del_controllodai maschietti arrapati e infantili che vogliono solo portarsele a letto.

Questi esempi sono due tipiche generalizzazioni che, in realtà, hanno poco a che vedere con la verità.

Si tratta per lo più di persone ferite che, per riflesso, si inacidiscono e induriscono per non farsi altro male.

Maniaco del controllo, un altro stereotipo?

Il maniaco del controllo è una persona, sia maschio che femmina, che ha un problema di tipo psicologico (raramente grave) che lo spinge a voler tenere tutto sotto il suo sguardo e a portata di mano.

Si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo della personalità, anche se a noi ci interessa poco della definizione clinica. Il vero problema di questi soggetti è che tendono a diventare manipolatori per non perdere il controllo.

E come abbiamo già visto nell’articolo sul narcisismo patologico, manipolare è un atto crudele e violento che porta grandi sofferenze alle vittime, i manipolati. Come capire se lo si è, o se lo è una persona cara basta vedere se, i suoi comportamenti, rientrano in queste tre semplici categorie:

  1. E’ un perfezionista eccessivo ed esasperante, anche su cose di poco conto.
  2. Ha comportamenti ripetitivi, o anche pensieri che lo portano a diventare eccessivamente abitudinario.
  3. Non riesce a essere flessibile rispetto a una serie di consuetudini o regole che sono per lui inamovibili.

Se ritieni di avere atteggiamenti che rientrano in una delle sopracitate allora potresti essere un po’ maniaco del controllo, che non è poi così grave finché resti nel “po“.

Non voglio scadere in un trattato di psicologia, che non è poi il mio ambito, solo ho voluto fare questo preambolo leggermente più tecnico per affrontare il problema da un punto di vista seduttivo.

Maniaco del controllo = pessimo seduttore

Se sei un maniaco del controllo, e in questa società chi più o chi meno lo siamo un po’ tutti, hai più difficoltà nel sedurre (uomini o donne che siano).

Un MdC ha la tendenza a eseguire sempre gli stessi comportamenti e rapportarsi con gli altri seguendo una serie di schemi che variano veramente di poco. Ovviamente maggiore è la voglia di controllo minore sarà la variazione dei suddetti comportamenti.

La seduzione non è una scienza, e come dico sempre l’unica risposta che si può sempre dare in questo ambito è “dipende“. Ma se tutto dipende dal momento, dalla persona, dallo stato d’animo e da centinaia di altri parametri, come puoi risolvere il problema applicando sempre lo stesso schema?

Lo spiego con il calcio: se una squadra, quando batte i calci d’angolo, applica sempre e solo lo stesso identico schema, quante solo le probabilità di fare goal? Minime, perché lo schema è anche in funzione dei propri calciatori, di come stanno, degli infortunati, della seduzione-come-il-calciosquadra avversaria e così proseguendo all’infinito.

Cosa fa un allenatore? Applica lo schema in base a due elementi:

  1. Lo studio delle due squadre.
  2. La propria intuizione.

E poi c’è il colpo di genio del fuoriclasse…

Se invece, come detto, facesse sempre la stessa identica cosa difficilmente farebbe goal. Per un MdC è un po’ lo stesso: applica la medesima seduzione con ragazze diverse in situazioni sempre diverse.

Ecco perché non spiego “frasi fatte e simili” ma aiuto a liberare la tua istintualità, e se sei un MdC questa è ingabbiata e narcotizzata. 

Maniaco del controllo= frettoloso

Spesso dico che in seduzione serve tanta, ma tanta, pazienza. Che sia sicuramente migliore fare meno piuttosto che più.

Il voler a tutti i costi una risposta dalla ragazza che si sta seducendo, magari per un invito, porta a metterle pressione e a farla scappare, questo perché si deve avere il controllo sulle sue scelte.

Controllare è un atto di prepotenza che allontana, invece di avvicinare. Chi è il bersaglio della tua seduzione non vuole sentirsi pressato perché tu non sai aspettare un giorno in più.

Maniaco del controllo = Maschio alfa?

Altra convinzione secondo me erronea è che un maniaco del controllo sia in realtà assimilabile a un maschio alfa, o dominante, perché è lui che gestisce e guida la donna nel mondo.

Sa molto di maschilismo di terza categoria. Purtroppo ci sono ancora molti uomini, e donne, che ne sono convinti e poi si ritrovano a stare con una persona che sembra più simile a un automa!

Alle donne piace chi sa essere avventuroso, e non intendo che la devi portare in una spedizione archeologica alla Indiana Jones! Ma neanche sempre negli stessi posti perché

Indiana Jones non è un maniaco del controllo, e tu?
Indiana Jones non è un maniaco del controllo, e tu?

hai paura di cambiare.

Desiderano chi abbia voglia di provare nuove emozioni e fare sempre nuove esperienze, perché? Non solo non ne ho idea ma neanche me ne frega nulla. Credo che invece sia una parte bellissima della donna che non puoi temere, anzi che devi ricercare.

Immagina di avere una ragazza che vuole fare sempre le stesse cose sia fuori che denaro al letto! Una donna avventurosa nella vita lo è anche fra le lenzuola e ti offrirà del sesso di prima categoria.

Questo vale anche per lei. Se tu sei più simile a un topo da biblioteca che al massimo la porta a mangiare la pizza il sabato sera sempre nello stesso locale, che sesso pensi di poterle offrire, o almeno che fantasia le puoi stuzzicare?

9 Commenti

  1. Ciao Sensei, prendendo spunto da un conmento qui sopra vorrei chiederti: quando parli di sparire per un po’ intendi anche senza lasciare nessuna traccia sui social di dove sei o di cosa fai?

  2. Salve sensei,
    Sabato sono uscito con una ragazza veramente carina e simpatica, mi aveva contattato lei con una scusa su un social, dopo di che le avevo chiesto il numero e lei me lo aveva dato. Stamattina le ho chiesto di andare a mangiare qualcosa per pranzo domani, ma mi ha risposto che doveva andare all’università nella città dove studia e che rientrerà domani sera o giovedì. Io le ho detto di non preoccuparsi e che si sarebbe potuto fare venerdì tranquillamente. Lei mi ha risposto ” vediamo se si può fare”. Io le ho risposto di farsi viva quando tornerà. Ora, nel caso non si facesse viva, dovrei contattarla nuovamente chiedendole di uscire ? O è persa?

    • Se non si fa sentire significa che non è così interessata a te, in ogni caso mi sembra – da quello che scrivi – che forse tu abbia corso un po’ troppo e lei si sia tirata indietro. Un po’ bisogna farsi desiderare.

  3. Ciao Sensei,
    ho notato una cosa: grazie al percorso di crescita che sto affrontando, sia per il mio modo di essere, sia per i tuoi consigli e libri, mi è capitato di ricevere dei complimenti da donne di una certa età; diciamo sulla 40ina/50ina.
    Nello specifico, mi viene detta più o meno sempre la stessa cosa: ragazzo vecchio stampo, beata la tua futura lei e aggiungendo il classico “non ci sono più gli uomini di una volta”, facendomi notare come loro stesse vedono al giorno d’oggi uomini che non prendono l’iniziativa.
    Considera che ho comunque 23 anni.
    La cosa ovviamente può solo che farmi piacere e ovviamente non sono complimenti cercati per compiacimento, ma derivano semplicemente da come ti ho detto prima, da come mi rapporto con loro.
    La mia domanda è: se una donna “di ieri” espone il suo punto di vista davanti ad una “ragazza di oggi” in mia presenza, può in un certo senso scattare in quest’ultima un’qualcosa che hai suoi occhi, può farmi acquistare più valore.
    Naturalmente io non cerco l’approvazione di nessuna ed anzi, non amo essere sponsorizzato; amo andarmi a prendere le cose che voglio senza essere aiutato (la cosidetta “spintarella”).
    Spero che questo discorso non venga frainteso come una pippa mentale, ma solo un argomento di discussione/confronto.
    Ps. Aggiungo che da quando ho finito di leggere “diventa un Maschio Alpha”, è cambiato anche il mio modo di vedere ed affrontare le situazioni difficili. Da ciò ovviamente sto notando solamente benefici 😀

    • Non sono assolutamente seghe mentali, anzi! Trovo quello che hai scritto interessante e molto utile anche per gli altri. Il fatto di piacere a quelle più grandi è sintomo che il Percorso sta avendo efficacia su di te. Chi piace alle donne mature piace anche a quelle più giovani (non ragazzine), chi piace alla ragazze giovani non piace quasi mai a quelle più grandi. Ora vedrai, forse, qualche difficoltà in più con le tue coetanee perché devi riuscire a calibrare meglio il tuo nuovo “fascino”, ancora no ti rendi conto di quanto tu possa essere per loro interessante. Quando sarai più sicuro di te vedrai in tutte un cambiamento epocale. Il concetto di pubblicità tra donne potrebbe essere un boomerang sul quale è meglio non fare affidamento. Anche tra di loro non si dico quasi mai la verità, sui maschi intendo, per cui una potrebbe interpretante dei complimenti come il contorto modo di allontanarti oppure il contrario. Ad esempio capita che se una dice che a delle ragazze che è meglio lasciarti stare perché sei inaffidabile e pericoloso alcune potrebbero per questo trovarti più interessante. E’ un discorso complesso che varia da persona a persona, in generale non ci farei affidamento, anzi.

      • Si! Quanto dici sul miglioramento dovuto dal percorso, lo sto sentendo. Avendo gettato le basi e avendo “programmato la mia crescita”, posso dirti che adesso mi sento nel pieno del cambiamento e che lo sto vivendo; non lo sto più solo pensando!
        Ho notato inoltre che proprio con le donne più adulte riesco ad essere più disinibito di quanto riesca ad esserlo in presenza di una mia coetanea (seppur in maniera minore), facendone derivare i complimenti scritti precedentemente.
        La mancanza di fiducia è una cosa che sta via via svanendo (anche se ho ancora molto da lavorare).
        Quello che ancor di più mi fa stare bene, è vedere come sia riuscito ad invertire il ciclo delle cose. Mi spiego meglio: se prima la vedevo come un “ci provo, mi va male, brutti pensieri, bassa autostima” (diciamo “senso antiorario”), ora è tutto più un “vado, ci provo, mi diverto, sbaglio?, dove ho sbagliato?, bene rimettiamoci all’opera” (“senso orario” :D). Spero di non essere stato troppo contorto con il discorso.
        Cercherò da adesso in poi di calibrare meglio, come dici tu, il mio nuovo fascino.

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